Il mondo delle coop sociali il lutto per la scomparsa di Giulio Iotti

Stampa articolo Stampa articolo

Ha suscitato profonda emozione e commozione, in Confcooperative e nel mondo della cooperazione sociale reggiana, la scomparsa di Giulio Iotti, per decenni punto di riferimento di quelle esperienze cooperative di matrice sociale cristiana al cui sviluppo diede uno straordinario impulso.
“Giulio Iotti – sottolineano il presidente di Confcooperative, Matteo Caramaschi, e la vicepresidente Patrizia Fantuzzi, che presiede proprio il settore delle coop sociali della centrale cooperativa – è stato innanzitutto un uomo straordinariamente generoso, il cui sguardo era sempre rivolto ai più fragili”.
“Per molti anni – proseguono Caramaschi e Patrizia Fantuzzi – è stato responsabile, all’interno di Confcooperative, di una cooperazione sociale che è nata e si è sviluppata straordinariamente nel nostro territorio e deve molto all’appassionato impegno di Giulio Iotti”. “Fu proprio lui, insieme ad alcuni altri pionieri, a dare vita, già negli anni ’70, ad un movimento animato da profondi principi di solidarietà e capace di far convergere questa tensione ideale in cooperative sociali via via sempre più efficaci nel soccorso, nell’aiuto agli ultimi, nell’impegno per il lavoro di persone svantaggiate, nei servizio socio-educativi e socio-assistenziali, nell’accoglienza e nel sostegno rivolto a minori, famiglie, madri sole, stranieri”.
Iotti fu tra i fondatori (nel 1988) della cooperativa sociale Dimora d’Abramo, “orientandone il lavoro – sottolinea il presidente Luigi Codeluppi – verso un’accoglienza per la quale non risparmiò alcuna energia, spendendosi innanzitutto per i giovani che da alcuni Paesi dell’Est europeo diedero vita ai primi flussi migratori verso il nostro territorio”.
Ad un’attenzione agli ultimi animata da profonda fede e adesione ai principi cristiani, Iotti associava una profonda tensione alla costruzione di reti e relazioni tra le cooperative sociali.
“Furono proprio queste caratteristiche  – spiega il presidente del Consorzio Oscar Romero, Valerio Maramotti –  che spinsero Iotti ad essere tra i promotori della nascita del nostro Consorzio fra cooperative sociali, rafforzando la loro capacità organizzativa e la possibilità di accrescere gli investimenti  orientati ad un bene comune che non si è mai limitato e non si limita ai confini delle imprese o ai loro soci”.
Tra il 2004 e il 2013, Giulio Iotti è stato anche socio volontario della cooperativa sociale San Giovanni Bosco, di ispirazione diocesana, ricoprendo il ruolo di amministratore delegato a fianco dell’allora presidente don Giuseppe Palazzi e, in quegli anni, fu tra i promotori, insieme agli educatori, dello sviluppo di attività pomeridiane extrascolastiche rivolte ai minori in situazioni di disagio e realizzate nell’Oratorio cittadino.
“Testimone di carità, sobrio nello stile, riservato eppure sempre aperto all’incontro e al dialogo – concludono gli esponenti della cooperazione reggiana di Confcooperative – Giulio Iotti lascia profondissimi segni tanto nella cooperazione sociale quanto nella storia e nelle storie d’accoglienza che contraddistinguono il nostro territorio, che a lui deve davvero molto. Con questo ricordo ci uniamo con commozione al dolore della famiglia”.

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

Lascia un commento