Il Colloquium dignum di Carpineti e le vicende del Vescovo Eriberto

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Un caso in cui vari documenti, collegandosi a cascata, vengono a ricostruire un evento ridefinendone le coordinate di luogo e tempo

Conosciuto come “dieta” o “con- siglio” di Carpineti, è quella riu- nione di abati e vescovi che, pur attraverso un dibattito connotato da forti contrasti, consiglia a Matilde attraverso la voce dell’eremita Giovanni di Marola di riprendere la guerra contro Enrico
IV. Donizone gli dà un titolo particolare: colloquium dignum, intraducibile in italiano con due sole parole per la pregnanza di contenuti ideali e di obiettivi pratici di cui diventa fortunata espressione imprimendo una nuova direzione alla storia della Chiesa e dell’Italia.
Chi lo ha studiato lo data genericamente al 1092 o, tutt’al più, all’autunno di quell’anno. Fa così lo stesso Tondelli, al quale la data precisa sembra non fare alcun problema. E fanno così tanti altri, sulla scorta di Donizone, il quale pure non ne indica giorno e mese, limitandosi a dire che la ripresa della guerra, voluta da questo consiglio e la sconfitta dell’imperatore presso Canossa avvennero «mentre ottobre lavorava i campi»1.
In realtà, una data precisa c’è, ricavabile da un altro documento dell’archivio di San Benedetto Po: l’atto con il quale Matilde dona all’abbazia polironiana la chiesa di San Prospero in Castellarano e le tre chiese di San Donnino, San Gregorio e San Prospero della Vallata di Carpineti.
La donazione, infatti, avviene il giorno 5 settembre dell’anno dell’Incarnazione 1092, indizione quindicesima (era un martedì), nel castello di Carpineti, presente e altamente consenziente il vescovo di Reggio Eriberto, il vescovo Ubaldo di Mantova e l’abate Gugliemo dell’abbazia anzidetta, i quali tutti, perseguitati dall’imperatore Enrico, si erano rifugiati in montanis, ospiti della contessa Matilde.
Luogo d’ospitalità potendo difficilmente stare tutti in Canossa può essere stato verosimilmente il castello di Carpineti che già era stato in grado di ospitare Grego- rio VII e il suo corteggio.
Tenendo conto che tra la decisione di riprendere la guerra, le ultime operazioni dell’assedio a Montebello, il funerale a Verona del figlio di Enrico, il trasferimento delle truppe a Reggio e il loro ulteriore finto trasferimento verso Parma un mese è il minimo che possa essere richiesto, pare logico collocare
il Colloquium dignum almeno un mese prima, e cioè attorno al 5 settembre, esattamente negli stessi giorni in cui a Carpineti si trovano già vescovi e abati vari, giunti in rocca non certamente per la sola donazione.
A questa datazione già era arrivato Ernst Dümmler quando, nel 1872 pubblicava ad Halle il suo Anselm Der Peripatetiker. Ma pare che questo libro, particolarmente importante per Reggio, a Reggio non sia stato allora come vedremo recepito.
Anche Dümmler, pur senza arrivare al giorno, anticipa il colloquio di un mese rispetto all’octuber citato da Donizone. Quindi ai primi di settembre quando la stagione consentiva ancora la continuazione delle operazioni belliche.

Leggi tutto l’articolo dell’inserto Memoria Eclesiae su La Libertà del 9 dicembre 2020

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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