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Catechesi: «Nelle fratture nuovi germogli»: presentati gli strumenti

Vale la pena proporre adesso – proprio adesso – cambiamenti strutturali nella catechesi di Iniziazione Cristiana? Non sarà, forse, quasi “irrispettoso” di chi sta già lottando per tenere in piedi quel che c’è? Non si correrà il rischio di sciupare intuizioni buone che non attecchiranno perché siamo in un generale scombussolamento? Domande che ci siamo fatti… e che una pagina biblica ci ha incoraggiato a superare.
Gerusalemme è assediata dal potente Nabucodonosor, re di Babilonia. Siamo negli anni 588-587 a. C. Nel carcere della città – dove si trova per un contrasto con il suo re Sedecia – Geremia è raggiunto da una proposta di acquisto: il cugino Canamèl, dovendo vendere un campo, riconosce al profeta il diritto di prelazione. Una proposta apparentemente senza senso, se non ingannevole: a che può giovare acquistare un campo, in pieno assedio nemico, braccato in carcere dal suo stesso re? «Dice il Signore: Ancora si compreranno case, campi e vigne in questo paese» grida Geremia mostrando pubblicamente i documenti che attestano il corretto acquisto del campo per diciassette sicli d’argento. [Ger 32,1-15] Nel libro biblico questo aneddoto non è un fatto d’interesse privato del profeta, come a prima vista potrebbe sembrare. È invece un atto che appartiene pienamente alla sua predicazione, un’azione simbolica che annuncia la salvezza: nonostante i tempi difficili attraversati dai Giudei in Gerusalemme, la vita tornerà ben presto alla normalità! Ha senso – eccome! – allora, investire sul futuro.

Leggi tutto l’articolo di Stefano Borghi su La Libertà del 9 dicembre 2020

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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