Don Alfonso Ugolini dichiarato Venerabile

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E’ stato promulgato martedì 24 novembre – festa di San Prospero – il decreto della Congregazione Vaticana delle Cause dei Santi che riconosce le virtù eroiche del Servo di Dio don Alfonso Ugolini, sacerdote diocesano; era nato il 22 agosto 1908 a Thionville (Francia) ed è morto a Sassuolo, diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il 25 ottobre 1999.

Lunedì Papa Francesco aveva ricevuto in udienza monsignor Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che gli ha sottoposto. Durante l’udienza, il Santo Padre aveva autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i decreti riguardanti sacerdoti, religiose e laici di cui è in corso il processo di beatificazione, tra cui quella di don Ugolini.

L’annuncio della promulgazione del decreto è stato dato lo stesso martedì 24 novembre nella Basilica di San Prospero dal vescovo Massimo Camisasca al termine del solenne pontificale.

Questa in sintesi la vita del venerabile don Ugolini: un laico, membro dell’Istituto dei Servi della Chiesa, aiuto sagrestano, sagrestano, catechista, poi ordinato diacono e infine consacrato sacerdote a 65 anni nel 1973 dal vescovo Gilberto Baroni, che certamente ha saputo incidere profondamente nella sua comunità parrocchiale sassolese e nella formazione di tante persone e che un bene immenso sotto il profilo spirituale e materiale ha saputo fare a quanti ricorrevano a lui.

Lui, poverissimo, “con le tasche vuote” è riuscito sempre a dare sostegno, conforto, aiuto. Certamente la sua grande capacità di stabilire rapporti, il sorriso, la semplicità sono state le doti che gli hanno permesso di realizzare quanto Un recente volumetto di 90 pagine scritto da Paolo e Laura Bertolani – edizioni Shalom – ne ricostruisce la  lunga esistenza e il generoso ministero presbiterale.

Una vita, la sua, difficile per le condizioni economiche della famiglia, per la morte precoce dei familiari, per la precarietà del lavoro, per aver dovuto abbandonare prestissimo gli studi, ma sempre sostenuta da una certezza: la protezione della Madonna, di cui era particolarmente devoto. Ora don Alfonso riposa – nella sua Sassuolo – ai piedi della cappella di Lourdes nella cappella del Carandino, meta quotidiana di devoti, ammiratori, ma soprattutto di chi vuole raccogliersi in preghiera e in meditazione.

Certamente don Alfonso ha sperimentato per 26 anni la gioia grande, incontenibile e dilagante del ministero sacerdotale; il confessionale è stata la sede preziosa in cui ha dialogato, riconciliato, confortato, incoraggiato; e poi gli ammalati, al centro del ministero prima come barelliere dell’Unitalsi poi come ministro e strumento del Signore.

g.a.rossi

 

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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