Gol e tamponi

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Nel calcio professionistico ai tempi della seconda ondata della pandemia, per vincere non conta solo segnare una rete in più degli avversari, ma anche riuscire a mettere in campo undici atleti sani.
Lo sa molto bene la Reggiana, che a cavallo dei mesi di ottobre e novembre ha vissuto un periodo da incubo a causa dei numerosi casi di contagio da coronavirus registrati nello spogliatoio: ben 22 giocatori e 7 membri dello staff (compreso mister Alvini) nel momento più critico e la conseguente impossibilità a disputare due incontri, quello casalingo contro il Cittadella, per il quale il club granata ha giocato il jolly del rinvio consentito da regolamento, e la successiva trasferta di Salerno, il cui esito è ancora sub judice.

Continua a leggere tutto l’articolo di Matteo Iori nella rubrica “Don’t worry, B… happy” su La Libertà dell’11 novembre

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