Ordine degli Avvocati: puntualizzazione sulla sicurezza Covid in tribunale

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Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati è consapevole delle difficoltà causate dalla pandemia Covid-19 che tutti stiamo attraversando in questo momento che si protrae, almeno per quanto riguarda il Consiglio, in via continuativa dal febbraio scorso.

Le azioni intraprese dalla presidenza del Tribunale di Reggio Emilia e dal Consiglio dell’Ordine, per mettere in sicurezza rispettivamente l’intero Palazzo di Giustizia e la sede dell’Ordine degli Avvocati, hanno richiesto uno sforzo senza pari.

L’Ordine degli Avvocati ha potuto constatare che tutto ciò che doveva essere fatto è stato fatto; lo testimonia anche il verbale di verifica rilasciato dall’Asl lo scorso giugno, pubblicato sul sito dell’Ordine.

L’Asl non è stata interpellata solo nei mesi di maggio e giugno scorsi, ma è stata costantemente tenuta informata dalla Presidenza del Tribunale di ogni evidenza che nel corso dei mesi si è manifestata. Tanto è vero che, in seguito a un ulteriore sopralluogo di Asl ad ottobre per verificare la fattibilità delle udienze penali, dal momento che l’attività giudiziaria non è sospesa, Asl ha rilasciato un altro verbale nel quale si afferma che le aule di udienza sono ritenute adeguate ad accogliere in sicurezza le persone previste.

Le sedute erano già state puntualmente individuate; ora è stata anche evidenziata con nastro rosso la distanza di un metro tra una postazione e l’altra (operazione in fase di esecuzione). Sono in fase di predisposizione appositi cartelli per ricordare di evitare scambi di sedute ed è stata individuata la capienza massima.

Rammento che su ogni banco sono a disposizione un disinfettante per superfici e pannetti di carta, affinché ognuno possa partecipare all’udienza in sicurezza. Flaconi di gel per la disinfezione delle mani sono a disposizione ovunque. Gli accessi al Palazzo di Giustizia sono controllati e possono accedere solo coloro che ne hanno reale necessità.

Quanto ai contagi in Tribunale, ci sono due casi accertati.

In merito al primo caso, è stata effettuata la sanificazione di tutto il Palazzo (peraltro già prevista prima di venire a conoscenza della positività); per quanto riguarda il secondo caso, più recente, sono già stati sanificati i locali frequentati dalla persona contagiata.

Da quanto riferito dalla Presidente Beretti, da lunedì tutto il personale e tutti i magistrati (togati e onorari) stanno eseguendo i test sierologici all’ospedale. Ad oggi si sono verificati solo due casi di positività al test che tuttavia, alla prova del tampone (effettuato nell’immediatezza), si sono rivelati negativi.

Il magistrato risultato positivo qualche settimana fa, da allora è stato ovviamente posto a riposo. I magistrati con i quali ha avuto contatti si sono sottoposti a tampone e sono risultati tutti negativi. Anche in quel caso è stata disposta la sanificazione degli ambienti frequentati.

Così come detto più e più volte dal dott. Mauro Grossi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica nonché direttore del Servizio di Prevenzione della Sicurezza negli ambienti di lavoro provinciale, il rischio di contagio si verifica solo ed esclusivamente con i cosiddetti contatti stretti, i soli casi presi in considerazione da Asl, dove per contatti stretti, per quanto qui di interesse, si intendono i contatti con persona positiva, in ambiente chiuso, in assenza di dispositivi di protezione individuale.

Per concludere, ritengo che l’unica vera protezione per sé e per gli altri sia di indossare sempre e in modo corretto la mascherina, lavarsi le mani frequentemente, mantenere le distanze (ricordando che, se tutti indossano le mascherine, un contatto ravvicinato che non superi i 15/20 minuti non è fattore di rischio), di rilevare eventuali sintomi quali tosse, febbre, dolori muscolari, ecc.. rivolgendosi, nel caso, al proprio medico curante.

 

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