Proclamati i vincitori del Reggio Film Festival 2020

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«Nonostante l’emergenza sanitaria ci abbia costretto a spostare online il programma di proiezioni, dialoghi e laboratori, anche questa diciannovesima edizione del Reggio Film Festival è stata una vera festa del cinema, dell’arte e della gente»: il Direttore Artistico Alessandro Scillitani, sintetizza con soddisfazione questa inusuale ma comunque ricchissima edizione, che si è conclusa ieri sera con la proclamazione dei cortometraggi vincitori.

La giuria internazionale composta da Roberto Manassero, Chicco Salimbeni e Txema Munoz ha assegnato il primo premio a Hurlevent di Frédéric Doazan, «per la capacità, attraverso un’animazione essenziale nel tratto e ambiziosa nello spirito, di costruire mondi immaginari a partire dalla parola, secondo un principio di distruzione e creazione che ripete il respiro della vita». Menzioni a Champagne di Coralie Lavergne e a Memorable di Bruno Collet.

La giuria SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, gruppo Emilia Romagna/Marche), composta da Veronica Canalini, Gianpiero Ariola e Luca Baroncini, ha decretato come vincitore il cortometraggio Ties di Dina Velikovskaya «per la capacità di configurare con densa e delicata ironia il peso specifico della separazione dal nido familiare, restituendo attraverso un’animazione sciolta ed essenziale l’immagine tangibile del corso dei legami». Una menzione speciale è andata a Dcera di Daria Kashcheeva «per la lucidità toccante con cui la stop motion riesce a mettere in scena i moti aggrovigliati dell’inconscio e gli anfratti più intimi della memoria».

Premio Laicità a Indimenticabile di Gianluca Santoni: «Il tema del diritto alla sessualità dei portatori di handicap, raramente considerato e rappresentato, viene invece qui affrontato e arricchito da una sorta di riscatto del giovane “prostituto”, che trasforma un rapporto nato come mercenario e non gradito in uno capace di comprendere i bisogni della ragazza e di trasfondervi tenerezza». Menzione all’Estetica della Laicità a Hurlevent di Frédéric Doazan: «Mirabile esempio di estetica laica. Le pagine del libro di Emily Bronte sfogliate dal vento, la pioggia (Cime tempestose ? Hurlevent, appunto), la scomposizione dei testi e delle immagini formate dalle lettere e dalle parole in tutte le lingue (la Torre di Babele, i pittogrammi, il Codice binario, il virus Covid-19, la moltiplicazione delle celluleumane, ecc…) rappresentano un modo geniale e raffinato di celebrare la vita e la morte, lo scontro tra l’uomo, con i suoi sentimenti e la natura, con i suoi labirinti. L’amore, insomma».

Concorso pubblico Passaggi – tra barriere ed altri limiti rivolto a videomaker under 35, promosso dal servizio Officina Educativa – Partecipazione Giovanile e Benessere Comune di Reggio Emilia in collaborazione con il Reggio Film Festival: la giuria composta da Pasquale Pugliese, Alessandro Scillitani, Manila Ferrari e Arianna Migliari ha assegnato il primo premio a Marta Ascari e Eugen Bonta per Confini invisibili, «per la capacità di andare all’essenziale, evocando come quel mare – che potrebbe e dovrebbe essere un ponte – sia stato trasformato in un “confine invisibile”, in una barriera insormontabile, che non solo ferma e blocca ma inghiotte e seppellisce. Cento secondi che arrivano alla pancia, al cuore ed alla mente dello spettatore». Secondo classificato Simone Chierici con Where Are You?, terzo classificato Gruppo Omani Media con Termodinamica e menzione speciale al cortometraggio Binario 2B del collettivo le scalatrici delle Ande «per aver saputo suggerire con poesia ed ironia il superamento delle barriere più profonde, quelle che ognuno ha dentro di sé». Premio Social, ottenuto tramite le votazioni da casa, a La porta del collettivo Low Light Vision e Premio FEDIC a Il Fagotto di Giulia Giapponesi.

Altri riconoscimenti: Premio Sound, assegnato al cortometraggio che si distingue per un uso particolarmente originale ed espressivo del suono, sia esso musica, parola o rumore, ad Athleticus: La rencontre di Nicolas Deveaux; Premio Energee3, per il miglior corto filosofico-scientifico, a Tiivad di Riho Unt; Premio Unimore, assegnato da una giuria composta da studenti del Dipartimento di Comunicazione ed Economia, UNIMORE pari merito a Cargo di Christina Tournatzés e a Baradar di Beppe Tufarulo; Premio Chierici, assegnato da una giuria composta da studenti del Liceo Artistico “Gaetano Chierici” di Reggio Emilia a Marionetas di Nacho Clemente. Doppia menzione speciale dello staff del Reggio Film Festival: per la finzione a All Inclusive di Teemu Nikki e per l’animazione a Memorable di Bruno Collet.

«Non finisce qui» aggiunge Alessandro Scillitani «venerdì 20 e sabato 21 novembre, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presenteremo i corti della sezione Family, con incontri a tema e premiazione finale».

Info, visioni e programma dettagliato: http://www.reggiofilmfestival.it/.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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