Il CSI di Reggio sostiene la proposta di Daniele Adani

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l CSI di Reggio Emilia sostiene la proposta di Daniele Adani
“I calciatori di Serie A salvino le scuole calcio dilettantistiche”
L’ex calciatore lancia la sua proposta in diretta Instagram insieme a Bobo Vieri
Un paio di giorni fa, durante una puntata di “Bobo TV”, il consueto appuntamento live sul canale Instagram di Bobo Vieri il nostro conterraneo Daniele Adani ha lanciato la sua proposta “ad alta voce” per sostenere e non far scomparire le scuole calcio e le società sportive dilettantistiche del nostro territorio.

In sintesi la proposta del noto commentatore di Sky consiste nel far inserire nei contratti di tutti i calciatori di Serie A una clausola grazie alla quale il 5% dello stipendio netto va devoluto a sostegno dello sport di base. Solo in questo modo -prosegue Adani- si può realmente sostenere un movimento sportivo che altrimenti rischia seriamente di scomparire.
Alla domanda di Vieri se questo non sia materia del CONI, Adani risponde categorico facendo ben capire che “i piani alti” hanno altri interessi e altri problemi da risolvere e che l’aiuto immediato e concreto deve venire dai calciatori i quali così possono andare a sostenere il loro territorio di origine che li ha allevati e allenati all’inizio della loro carriera.

Il CSI di Reggio, che al suo interno annovera 43 società sportive calcistiche che fanno giocare la bellezza di più di 5.000 bambine e bambini in diversi campionati (oltre a tutto il settore giovanile e open), guarda con grande ammirazione e sostiene la proposta di Daniele Adani e ha già contribuito all’inizio di questa delicata stagione sportiva restituendo alle società sportive 76.000€ di quote arbitrali già versate, applicando uno sconto ai campionati open e soprattutto azzerando completamente la quota di iscrizione a tutti i campionati giovanili.
Tutti questi sforzi economici, e non solo, rischiano però di essere vanificati da questa situazione a dir poco disastrosa e solo se si mettono in campo soluzioni concrete e immediate come quella proposta da Adani si può intravedere una speranza per lo sport di base.
La speranza è che l’appello del nostro conterraneo possa essere sempre più condivisa, sostenuta e in definitiva attuata dalla società professionistiche di tutti gli sport, non solo il calcio.

Riportiamo, per completezza, la trascrizione dell’intervento di Daniele Adani:
“Noi dobbiamo in questo momento difficile rispettare e dare un abbraccio a tutti i tesserati del calcio dilettantistico. Perché l’anno scorso i nostri “colleghi” (perché tutti abbiamo iniziato da lì), erano 365.034 nelle varie categorie dilettantistiche. Mentre 680.531 erano i giovani delle scuole calcio o settori giovanili dilettantistici. Quindi, per la stagione 2019/2020 il totale di iscritti è stato di 1.045.565. A mio avviso l’unico modo per tenere in vita quel calcio, è tassare lo stipendio dei calciatori di Serie A del 5%. I calciatori della massima serie lo devono fare con il sorriso, perchè facendo questo gesto i calciatori salvano loro stessi, visto che tutti sono partiti da lì. Tanti di loro torneranno lì, perché i calciatori, quando finiscono la carriera, non tutti vanno a fare i dirigenti, gli allenatori o i procuratori. Molti tornano nel paese che li ha cullati e li ha fatti diventare uomini, e possono tornare da “esempio” e creando scuole calcio, accademie.
Se non si sostiene il calcio di territorio non si tiene in piedi. “Bisogna essere felici di tassarsi del 5%. Sennò è una guerra tra federazioni e i bambini dei paesi non faranno più calcio. Ci vuole un gesto forte, ma dev’essere fatto con gioia, e dovrà essere presente nei contratti dei prossimi anni, è l’unico modo per tenerlo in vita. Non ce la fanno perché le fabbriche chiudono, come fanno a sponsorizzare e i nostri figli come potranno seguire i loro sogni senza dilettanti. Siamo nati e cresciuti lì. Difendendo i dilettanti difendiamo noi stessi. A certi livelli non è un 5% che fa la differenza, però per il calcio dilettantistico un 5% è tanto La Serie A non muore mai perché produce, è la quarta industria più prolifica del Paese, ma i dilettanti senza aiuti chiudono. Questo io lo dico ad alta voce!
I calciatori di Serie A devono dare voce a chi non ha voce!”

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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