Festival Rigenera di architettura di Reggio Emilia

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Più di 30 eventi, 35 giorni di programmazione, 23 live, oltre 1600 persone intervenute, più di 4800 iscritti per gli appuntamenti on line e 48 ospiti. Grande partecipazione di pubblico e tantissimi temi trattati per la prima edizione del Festival dell’Architettura “Rigenera” di Reggio Emilia, ideato dall’Ordine degli Architetti e vincitore del bando Festival dell’Architettura promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del MiBACT – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, conclusosi  nei giorni scorsi. Al centro del Festival, la rigenerazione dei luoghi urbani, quale espressione di un’architettura contemporanea capace di azioni che mirano a migliorare la qualità dello spazio, del paesaggio, delle persone e del territorio.

«Abbiamo seguito con attenzione il ricco programma di Rigenera e siamo molto soddisfatti del riscontro ottenuto, nonostante la difficoltà del momento storico in cui ci troviamo. L’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia e tutta la squadra di Rigenera, con il supporto dei tanti partner coinvolti, hanno saputo trasformare questa manifestazione in modo da raggiungere comunque l’intento di coinvolgere attivamente la cittadinanza e di portare l’attenzione su cosa e come saranno le città del domani. Rigenera si è dimostrata parte importante del mosaico del Festival dell’Architettura, promosso dalla nostra Direzione generale per promuovere la conoscenza dell’architettura contemporanea e incrementare la richiesta di un’architettura di qualità», il commento di Margherita Guccione, direttore generale Creatività contemporanea del MiBACT.

La prospettiva della manifestazione è quella di pensare le città del futuro, ancora più urgente in questi tempi di pandemia. «La città pensata come un organismo vivente, flessibile, capace di adattarsi ai cambiamenti dei contesti e della società», precisa Simone Sfriso di TAMassociati. Tra gli obiettivi: divulgare e promuovere un’idea di architettura al servizio della città e dei cittadini, dare valore alle trasformazioni urbane, sociali e architettoniche, riducendo il consumo del suolo e minimizzando l’utilizzo di risorse naturali. La rigenerazione come buona pratica per le prossime generazioni di architetti. Tutto questo con l’aiuto di ricette innovative che possano generare valore aggiunto anche dal punto di vista economico.

Numerosi i corsi, le performance, i workshop, le passeggiate urbane e gli eventi multiculturali: un viaggio lungo e appassionato, partendo dalla memoria architettonica per arrivare a promuovere una città più sociale, creativa, innovativa e inclusiva. Con il presupposto che la cultura può essere usata per accrescere la conoscenza della contemporaneità per rendere meno fragili le persone, per consentire loro di immaginare un futuro possibile.

«Diffondere la conoscenza dell’architettura contemporanea per cambiare il modo di fare le cose è stato l’obiettivo principale del Festival», interviene a commento della manifestazione, Andrea Rinaldi, presidente dell’Ordine Architetti PPC di Reggio Emilia. I numeri eccezionali sono solo un aspetto parziale del successo. «Il merito è aver discusso e fatto discutere, iniziato a scalfire quell’apatia che avvolge pericolosamente l’architettura e il mestiere di architetto, per riportarlo in una condizione reale di trasformazione della città. Nessun grande piano di ricostruzione o opera risolutrice, ma nuove idee per nuove realtà. Un diverso punto di vista: vedere il cambiamento come un’opportunità e non come una minaccia. Costruire qualcosa di utile per produrre un diverso valore economico, sociale e ambientale. Riusare, rigenerare, senza confondere i sintomi con le cause e le illusioni con i sogni», conclude Rinaldi.

«Le persone al centro», questo il punto di vista dell’assessora alla cultura del Comune di Reggio Emilia Annalisa Rabitti. «Il Festival è stata l’occasione per diffondere e rimarcare l’idea di una città del domani che pone come prioritarie le esigenze dei cittadini. Gli architetti in tal senso hanno una grande responsabilità, ma anche una preziosa opportunità per affermare l’importanza dei valori dell’inclusione e dell’accessibilità. La prima edizione di “Rigenera” ha consentito inoltre una valutazione degli effetti raggiunti dalla rigenerazione urbana contemporanea che è in grado di migliorare la qualità dello spazio, del paesaggio e del territorio ed è anche capace di generare un ripensamento dei modelli consolidati di convivenza civile».

 

I LUOGHI – La città di Reggio Emilia, portavoce in questi ultimi anni di un’idea di rigenerazione urbana nuova, utile e bella, ha aperto alcuni dei suoi spazi riqualificati, più significativi, per ospitare molti degli eventi in presenza del Festival per un totale di 12 luoghi.  Tra di essi il Tecnopolo realizzato all’interno del Capannone 19, nell’area delle ex officine meccaniche reggiane, i Chiostri di San Pietro, polo culturale e luogo di partecipazione frutto di un importante intervento di recupero e valorizzazione di un ex complesso benedettino del Cinquecento; Binario 49,  Caffè letterario e incubatore di economia solidale, un intervento di riqualificazione urbana in uno dei quartieri più difficili della città, quello della stazione, nell’ottica di valorizzare gli spazi pubblici come luoghi di incontro e scambio. Ma anche La Polveriera – Nasce dal restauro di un ex deposito di armamenti, un bene pubblico storico tutelato, e dalla sua conversione a struttura sociale innovativa, multiforme. Un’impresa sociale pensata per offrire un sistema di servizi alle persone e alla comunità del territorio.

 

IL PREMIO – Significativo in questo ambito è stato il Premio Rigenera alla sua prima edizione ideato dall’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia e la società Stu Reggiane, con l’obiettivo di mettere in luce proprio quelle opere di rigenerazione, che oltre al valore architettonico e ambientale, hanno interpretato un’idea portatrice di valori, in termini di un equilibrio ottimale tra l’uomo e l’ambiente costruito, mettendo al centro le esigenze sociali e culturali delle persone. Un aspetto fondamentale, sottolineato anche dal presidente di giuria Luca Molinari: «l’architetto deve tornare a essere un “civil servant”: un professionista con una grande capacità di visione e allo stesso tempo attitudine ad ascoltare e dialogare con una realtà sempre più complessa, frantumata, difficile, arrabbiata, spesso frustrata». La giuria, composta da accademici, urbanisti e architetti, esperti nel settore privato e pubblico, ha valutato 69 progetti e decretato vincitore il Parco urbano a San Roberto (Reggio Calabria) di Michelangelo Pugliese – Architettura e Paesaggio. Il parco lineare è frutto della riqualificazione di una enorme lingua di cemento e asfalto, realizzata negli anni Novanta lungo l’abitato di San Roberto a Reggio Calabria per coprire una parte della fiumara. Il progetto è stato premiato con la motivazione: “Ascolto, progettazione partecipata, basso costo sono le parole chiave di un intervento che trasforma una infrastruttura marginale in una centralità per la comunità”

 

Il Festival, iniziato il 14 settembre, si è potuto avvalere di numerose partnership oltre al sostegno e alla collaborazione del Comune di Reggio Emilia, gli assessorati alla Rigenerazione ed area vasta, Commercio, Attività produttive e centro storico, Cultura, Marketing territoriale e Pari opportunità.

 

 

PARTNER DEL FESTIVAL – Partner dal mondo della cultura, della pubblica amministrazione, della produzione: Iren (main partner), Archivio Osvaldo Piacentini, Bertani spa,  Liceo Artistico “G. Chierici”, Collezione Maramotti,  Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, Icarus Ensamble, IUR (Innovazione Urbana Rigenerazione),   ProViaggi Architettura,  STU Reggiane,  Aguzzoli Arredamenti, ANCE Reggio Emilia,  Binario 49,  BPER Banca,  Città Senza Barriere, Farmacie Comunali Riunite,  Recam.re srl,  Fondazione Pietro Manodori, Unione Giuristi Cattolici Italiani – Reggio Emilia, Marazzi Group srl, Methis office lab, Montanari Luigi srl, Pause – Atelier dei Sapori, Smeg.

Network di patrocini, composto da: Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, Federazione Ordini Architetti PPC Emilia-Romagna, Ordini degli Architetti PPC di Modena, Parma, Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara, Rimini, Ravenna e Piacenza, Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, Ordine deI Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia, Ordine degli Ingegneri di Reggio Emilia, Ordine dei Periti Industriali della Provincia di Reggio Emilia, Collegio Geometri e Geometri Laureati di Reggio Emilia, Destinazione Turistica Emilia.

Completano la rete di partenariato e patrocini, partner tecnici (Taglierè – oltre la cucina, Pacini Editore, Stray Mood – Tour Operator, Nerocolore), media partner (infobuildenergia.it, professionearchitetto.it) e communication partner (PPAN – Comunicazione e networking per il costruito).

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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