Eutanasia atto omicida

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Questo articolo introduce la lettera “Samaritanus bonus” sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita, emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede e presentata il 22 settembre. Nei prossimi numeri La Libertà approfondirà l’importante documento con alcuni contributi appositamente richiesti a propri collaboratori.

“L’eutanasia è un atto omicida che nessun fine può legittimare e che non tollera alcuna forma di complicità o collaborazione, attiva o passiva”. A ribadirlo è la lettera Samaritanus bonus sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita, elaborata dalla Congregazione per la dottrina della fede e presentata martedì 22 settembre in sala stampa vaticana. Nel testo, si stigmatizza “un uso equivoco del concetto di ‘morte degna’ in rapporto con quello di ‘qualità della vita’”, così come l’eutanasia cosiddetta “compassionevole”, in base alla quale “sarebbe compassionevole aiutare il paziente a morire attraverso l’eutanasia o il suicidio assistito”. Al contrario, invece, nella prospettiva cristiana “la compassione umana non consiste nel provocare la morte, ma nell’accogliere il malato, nel sostenerlo dentro le difficoltà, nell’offrirgli affetto, attenzione e i mezzi per alleviare la sofferenza”.

Continua a leggere l’articolo di Maria Grazia Nicolais su La Libertà del 30 settembre 2020

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