Il Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale Dop riconferma il CdA

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Il Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop riconferma il CdA con due nuovi ingressi, registra una crescita del 6% e specializza ulteriormente le mansioni

Il Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop conferma il suo presidente Andrea Bezzecchi ed il proprio consiglio di amministrazione con due nuovi ingressi e rispetto all’anno scorso registra una crescita del 6% fino ad agosto incluso. “Si tratta di un dato in controtendenza rispetto ai segnali che ci provengono relativi all’andamento del mercato più ampio del Balsamico – commenta Bezzecchi, che nel suo programma per il prossimo quadriennio prevede anzitutto di rafforzare l’attività promozionale e di specializzare la dimensione operativa.

Prosegue il presidente rieletto: “La tenuta del nostro prodotto, che ha mantenuto fisso il valore, tra i più elevati nell’ambito dei “Balsamici certificati” ci inorgoglisce e ci spinge a fare ancora di più. Poiché per il momento gli eventi con obiettivo promozionale sono ancora sconsigliati per via dell’emergenza sanitaria, abbiamo pensato di proporre la nostra collaborazione agli “Ambasciatori del gusto”, l’associazione di prestigiosi chef e ristoratori a livello nazionale nata per valorizzare e rafforzare la cultura agroalimentare ed enogastronomica Made in Italy”.

“Stiamo inoltre valutando – continua il presidente – di predisporre un contenitore monodose che permetta la degustazione e l’utilizzo singolo dell’aceto balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP. Essendo già ammesso dal Disciplinare di produzione, ci basta soltanto definire le specifiche operative”.

Nel frattempo, l’intenzione del Consorzio è quella di suddividere la dimensione operativa in diversi modi definiti ovvero di specializzare ulteriormente le mansioni, affinchè il risultato sia quello di una “crescita ampia, ma anche specializzata”.

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop, così come quello di Modena, si caratterizza per essere fatto solo da mosto d’uva cotto. Tutta la filiera, dalla produzione della materia prima al processo di confezionamento, deve avvenire in zona d’origine (la provincia di Reggio Emilia o di Modena). L’invecchiamento è superiore a 12 anni per la categoria “affinato” e superiore a 25 anni per quella “extravecchio”. Il rigoroso disciplinare riconosce ufficialmente, nell’ambito della categoria “affinato”, i due livelli di qualità bollino “aragosta” e bollino “argento”, a seconda del punteggio acquisito nel rigido processo di degustazione che può avvenire solo ad opera dell’Organismo di controllo terzo, autorizzato dal Ministero. Il bollino “oro” per il prodotto oltre i 25 anni, continua invece a identificarsi con la dicitura “extravecchio”.

La produzione a Reggio Emilia si aggira intorno a 15-20mila ampolline da 100 ml e quella di Modena sulle 80-100 ampolline da 100 ml.

Alessandra Ferretti 

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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