Un’esperienza di fede nel mese del creato

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«Grazie Signore per Stefano, amico tuo e nostro: innamorato della bellezza»

Sette mesi fa un terribile e inaspettato avvenimento ci aveva “scandalizzato” e dispersi con una domanda rimasta sospesa: “Perché Signore?”. In una giornata organizzata per stare insieme sul monte, più vicini alla luce del sole e alle creature della terra, per ricevere e trasmettere, dal nostro incontro, calore e luce nel nostro vivere quotidiano, all’improvviso, senza una spiegazione plausibile, una stella fra le più luminose di noi, è stata spenta ai nostri occhi senza sapere dove fosse stata trapiantata per continuare a illuminare e riscaldare la vita dei familiari e degli amici.
Perché proprio Stefano che, con voce pacata e umile, ci diceva che la nostra luce e bellezza vengono da Dio, come quella delle stelle che la ricevono dal sole e i fiori dalla terra? Eravamo famiglie con i nostri bambini e ragazzi, amici e parenti; c’era Enrica, la sua sposa e madre con i tre figli; c’erano i soci del Cai di Cavriago, organizzatore di questa manifestazione insieme alla mamma che da casa, tra una lacrima e una preghiera, ci ha accompagnato, in un sabato pieno di luce e di sole, in questo settembre indicato da papa Francesco come il mese del creato per scoprire stili di vita più consoni alla missione di custodi del creato; insieme siamo risaliti sul “passone” a Lamalite, ai piedi del monte Cipolla, presso il Cusna, verso quella montagna che aveva fatto innamorare di sé e delle meraviglie della vita creata Stefano ed Enrica fin dalla loro prima giovinezza nell’esperienza dei campeggi estivi della parrocchia, e dove avevano scoperto l’amore vicendevole, diventato poi sacramento di grazia per il regno di Dio, nel nome del Signore Gesù e nel cuore del mondo.

Continua a leggere sulla pagina “Lettori” de La Libertà del 16 settembre 2020

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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