L’alimentare (+6,7%) non basta: in 3 mesi vendite al dettaglio in calo dell’11,6%

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Analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio: la tendenza negativa delle vendite al dettaglio delle imprese reggiane

L’emergenza sanitaria ed il lockdown dei mesi scorsi hanno portato ad una drastica riduzione dei consumi, incidendo pesantemente sulle vendite al dettaglio delle imprese reggiane. Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, si è assistito ad un crollo delle vendite, con una flessione dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2019.

La tendenza negativa, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui risultati dell’indagine congiunturale del sistema camerale che ha effettuato le interviste presso le aziende del settore nel mese di luglio, era già cominciata ad inizio anno, quando le vendite avevano registrato un calo dell’8,1%, proseguita ed accentuata poi nei mesi successiva dall’effetto Covid-19.

A soffrire maggiormente sono stati gli esercizi al dettaglio di prodotti non alimentari per i quali la diminuzione ha raggiunto il 25,3%; sette negozi del settore su dieci hanno dichiarato di aver registrato una diminuzione delle vendite rispetto al primo trimestre dell’anno.

A mitigare l’andamento negativo del settore è il trend in controtendenza rilevato sia dalle vendite di prodotti alimentari nei negozi di vicinato, cresciute del 6,7% rispetto all’aprile-giugno del 2019, sia da quelle effettuate dalla grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati e grandi magazzini) che hanno registrato un incremento dell’11,4% su base annua.

Le attese per le vendite nel terzo trimestre dell’anno, nonostante la stagionalità favorevole dovuta anche ai saldi estivi, sono ancora orientate verso un andamento negativo per quattro imprese su dieci.

Relativamente alla struttura del commercio al dettaglio reggiano, alla fine di giugno 2020 erano 4.499 le imprese del settore registrate in provincia di Reggio Emilia, l’1,8% in meno rispetto al dicembre 2019. Poco meno della metà dei dettaglianti (2.127 negozi, in flessione del 2,5% in sei mesi) svolge attività di commercio non alimentare, 516 sono esercizi non specializzati della grande distribuzione; i negozi di alimentari sono 692, gli ambulanti sono 742 (-2,9%). L’attività di commercio al dettaglio fuori da negozi, banchi e mercati (attraverso internet, o mediante l’intervento di un dimostratore oppure per mezzo di distributori automatici) è svolta da 293 imprese ed è l’unico comparto che registra un incremento, con 13 imprese nel primo semestre dell’anno in corso, pari ad una crescita del 4,6%. Infine, sono 129 le aziende di commercio al dettaglio di carburante.

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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