Con la bordura bassa che bel primo piano!

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È sotto gli occhi di tutti, ma realizzarla bene non è facile. Sempre piacevole da vedere, si presta ad abbellire ogni spazio attirando l’attenzione su di sé. Per esempio distoglie lo sguardo da un brutto muro ai cui piedi è fatta crescere, da un paesaggio non proprio felice, oppure serve a mettere in risalto fioriture più ampie, riempie lo spazio vuoto alla base delle siepi, nasconde canaline, tubi esterni e pozzetti, delimita il bordo delle aiuole scoraggiandone il calpestio, indica una direzione o un percorso.

Essere ordinata, anche se non necessariamente di forma geometrica, essere folta (così da creare una superficie continua dove tutti gli elementi si fondono tra loro) e presentare fioriture scaglionate, in grado di accompagnarci per diversi mesi, sono le tre caratteristiche da seguire nella progettazione e allestimento di questo spazio. Nella realtà dei fatti, piante tappezzanti/coprisuolo e di altezza modesta, ce ne sono in vivaio una infinità, molto più di quel che si crede. Il mio consiglio, prima di procedere all’acquisto, è di fare oculate valutazioni sullo spazio da dedicare alla bordura e sull’esposizione. Prendete allora le misure e fate un piccolo disegno (in scala, sarebbe l’ideale): individuerete facilmente il corretto numero di piante, le distanze e gli ingombri a maturità. Teniamo bene a mente la naturale propensione delle piante ad allargarsi, limitata per le piante annuali, considerevole per quasi tutte le perenni.

Continua a leggere tutto l’articolo di Stefano Pagano nella rubrica “Il giardino dell’Eden” su La Libertà del 26 agosto 2020

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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