Aborto farmacologico dilagante e donne sempre più sole

Stampa articolo Stampa articolo

Pillola Ru486 in day hospital: sacerdoti e laici uniscono la loro voce a quella del vescovo Massimo

Dopo che l’11 agosto scorso è stato diffuso il comunicato del vescovo Massimo sul tema dell’aborto, la redazione diocesana ha ricevuto numerosi contributi che condividono le preoccupazioni espresse dal pastore e prendono le distanze da chi, criticando sui media locali il comunicato di monsignor Camisasca, ha sostanzialmente (e anti-democraticamente) chiesto che la Chiesa resti in silenzio. Pubblichiamo in queste pagine alcune delle reazioni più significative che abbiamo ricevuto, ringraziando tutti i lettori che hanno manifestato attenzione per il tema e solidarietà al Vescovo.

Abbiamo seguito senza sorpresa, ma con amarezza, le polemiche precostituite, fino all’aggressione verbale, che hanno accompagnato la presa di posizione del nostro Vescovo sull’estensione dell’uso della Ru486.
Come giuristi cattolici noi sentiamo ogni giorno il peso dei drammi umani che stanno alle spalle delle questioni giuridiche che ci vengono presentate; così abbiamo continuamente bisogno di un arricchimento di umanità e di spiritualità, che ci faccia capire il perché e la portata di una legge e ci faccia capaci di andare al di là delle forme, in vista di una più vera giustizia dei nostri quotidiani rapporti. Per questo ci giungono particolarmente graditi gli interventi, come quello del Vescovo, che escono dall’andazzo precostituito dell’ideologia prevalente e dalla superficialità degli slogan in vista di un cammino spassionato nella nostra realtà profonda, sempre più complessa e sempre più ignorata.

Continua a leggere questa testimonianza e tante altre su La Libertà del 26 agosto 2020

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana

Lascia un commento