Diocesi in lutto per la morte di don Giulio Rossi, parroco emerito di Roteglia

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Aveva 90 anni. Camisasca presiede la Messa esequiale venerdì 14 agosto alle ore 16 a Roteglia

Nelle prime ore di mercoledì 12 agosto 2020 nella Casa del Clero “San Giuseppe” di Montecchio Emilia, dove risiedeva da alcuni mesi, si è spento improvvisamente don Giulio Rossi senior, parroco emerito di Roteglia, già presidente dell’Istituto Artigianelli e munifico costruttore di comunità. Era nato a Leguigno il 16 marzo 1930 e aveva raggiunto quest’anno il 65° anniversario di consacrazione presbiterale, ricevuta il 19 giugno 1955. Dopo l’ordinazione, il primo incarico pastorale fu quello di vicario cooperatore a San Polo d’Enza (1955-1957), mentre negli anni dal 1957 al 1966 don Rossi fu dapprima vicedirettore e in seguito presidente del Pio Istituto Artigianelli con sede nella parrocchia di Santa Teresa a Reggio Emilia.

Don Giulio fu anche assistente ecclesiastico dell’Unione sportiva “La Torre” (dal 1960 al 1964) e del collegio “Dante Alighieri” (1966-1967) e per lunghi anni, dal 1958 al 1993, insegnante di Religione cattolica  nelle scuole pubbliche.

Ma il periodo più significativo del suo fecondo ministero sacerdotale è legato alla parrocchia di San Donnino Martire in Roteglia, ove don Rossi è stato parroco dal 1967 al 2010, continuando poi a collaborare attivamente all’interno dell’unità pastorale “Madonna di Campiano” (comprendente anche le comunità cristiane di Castellarano, Tressano, San Valentino e Montebabbio) e facendosi apprezzare per il suo rigore educativo e per la perseveranza nella carità. Don Giulio si è sempre distinto, fin da giovane, per l’intraprendenza con cui affrontava le situazioni più difficili di alcune opere diocesane, come ad esempio gli Artigianelli, dove ha portato, con la nuova sede, a quell’innovazione pedagogico-educativa di cui l’Istituto gode ancora oggi. In questi contesti sapeva coniugare egregiamente, con sensibilità di sacerdote, le soluzioni economiche con le finalità pastorali. E, in particolare, sapeva dare a parrocchiani e amici quella fiducia che finiva per coinvolgerli nella realizzazione e nella gestione di queste stesse opere.

In occasione dell’ottantacinquesimo compleanno, in una lettera indirizzata agli amati rotegliesi e “ai miei tanti amici di ieri e di oggi”, don Giulio spiegava la sua beneficenza in parrocchia con motivi sia anagrafici (“Alla mia età sono consapevole che non mi rimane molto tempo da vivere in questo mondo, quindi mi preparo sempre più all’incontro col Signore”) che spirituali (“Ho sempre cercato di vivere il distacco dai beni terreni anche in mezzo all’abbondanza e di condurre una vita nella semplicità e nel servizio agli altri”), corredando la missiva di un elenco delle principali opere attuate, dalla nuova scuola dell’infanzia alla sistemazione del campanile, e ricordando una felice massima di Papa Francesco: “La tunica che indossiamo quando moriamo non ha tasche”.

Don Rossi si è dimostrato generoso nei confronti della Diocesi, alla quale ha lasciato opere di notevole rilievo, come ad esempio la sala parrocchiale di Leguigno o la sala pastorale del Centro diocesano di spiritualità e cultura di Marola.

La salma del sacerdote sarà trasferita nella mattinata di giovedì 13 agosto nella chiesa parrocchiale di Roteglia, dove alle ore 21 sarà recitato il Rosario di suffragio. Nella stessa chiesa il vescovo Massimo Camisasca presiederà la Messa esequiale – alla quale saranno ammesse solo le presenze certificate in base alle vigenti disposizioni anti-Covid – venerdì 14 agosto alle ore 16.

Don Giulio sarà sepolto nel cimitero di Roteglia.

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