Sacerdote trasparente, fedele a Dio e ai poveri

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La notizia era giunta in parrocchia nelle prime ore del 30 giugno, lunedì. Dopo i novant’anni ci si può aspettare che ogni giorno sia buono per la chiamata del Signore, ma l’attivismo e l’intensità missionaria della vita di don Pietro, l’averlo visto per tutta la nostra vita come una presenza continua e sicura, ci ha fatto sentire la sua scomparsa come qualcosa di improvviso, che sorprende come se mai avesse dovuto accadere.
Anche se il funerale si sarebbe svolto in Madagascar, e nonostante le restrizioni imposte dal corona virus, la parrocchia di Pantano, insieme a tutte le parrocchie del carpinetano, non poteva non organizzare un momento di commiato, in tono di “festa”, com’era la volontà tante volte espressa da don Pietro.

Unitamente ai parenti e al Centro Missionario, si è perciò deciso per una celebrazione eucaristica per la sera del 4 luglio, all’aperto, sul prato tra canonica e chiesa. Qui era possibile collocare 150 sedie e predisporre un altare nei pressi di quella maestà mariana dinnanzi alla quale lo stesso don Pietro, in occasione dei suoi periodici ritorni, aveva tante volte celebrato la messa. L’organizzazione non è stata difficile. I parrocchiani – soprattutto i giovani – si sono prestati generosamente a procurare l’occorrente (sedie, microfoni), a predisporlo nella grande “aula a ciel sereno”, a organizzare il necessario servizio d’ordine. Sabato 4 luglio il cielo è stato davvero sereno, nonostante i timori sollevati dal temporale del giorno precedente. Un cielo e una temperatura meravigliosa, favorevole all’accoglienza e alla partecipazione, proprio come l’evento richiedeva.

Continua a leggere tutto l’articolo di Guiscardo Mercati su La Libertà del 27 luglio 2020

Don Pietro Ganapini ad Ambanidia nel 2000 (foto di Giuseppe Maria Codazzi

 

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