“Il nome della rosa”, indagine teatrale sui pericoli della verità

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Reading dal testo di Umberto Eco per la rassegna #Trovarsi, organizzata dal Centro Teatrale MaMiMò e dal Centro Sociale Orologio, all’interno del programma di Restate2020

Nei libri possiamo trovare risposte alle nostre domande, ma anche domande a cui dare le nostre risposte, e dubbi che alimentano la nostra voglia di ricerca. In un momento di isolamento, distanziamento, ma anche introspezione, il best seller di Umberto Eco Il nome della rosa, ha ispirato riflessioni, suscitato dubbi e dato vita ad indagini per la nuova produzione MaMiMò.

Il Nome della rosa, indagine teatrale sui pericoli della verità, reading dal testo di Umberto Eco, andrà in scena, sotto il gelso del Cortile dell’Orologio, venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto alle ore 23.00, domenica 2 agosto alle ore 21.30. Sul palco Luca Cattani e Alessandro Vezzani, che proprio durante il lockdown hanno iniziato ad interrogare questo testo e a rielaborarne la drammaturgia per farne uno studio teatrale interattivo e attualissimo, per condividere con il pubblico una serie di osservazioni e riflessioni nel buio della sera, momento che inevitabilmente induce a riflessioni più profonde.

“Ciò che rende Il nome della rosa immortale e pertanto ancora attuale” Afferma Luca Cattani, regista dello spettacolo “credo sia la parabola filosofica che fa risplendere le vicissitudini narrate attorno alla ricerca della verità. Una verità intesa come scoperta dell’essenza del mondo in cui viviamo, concepita come scoperta delle particolarità e unicità che ognuno di noi abita. Quanti di noi possono dire di conoscere veramente qualcuno? Riusciamo davvero ad arrivare a cogliere l’essenza di ciò che ci circonda e a darle un nome preciso? Questa ricerca può essere portata avanti solamente continuando a mettersi in discussione, avanzando con passo umile e fiero. Poiché la verità è cosa sì affascinante ma anche altrettanto pericolosa; ogni volta che ce ne facciamo detentori rischiamo di bruciare tutto ciò che, a nostro avviso, non corrisponde ad essa.”

Tra le tante interpretazioni e letture del romanzo è proprio la verità al centro dello spettacolo: il rapporto tra il potere e il popolo, le verità in mano al potere e la sua declinazione ed uso a sfavore del popolo. La verità che nel testo di Eco è indagata attraverso Guglielmo da Baskerville, che con la sua sete di conoscenza anticipa un metodo scientifico di ricerca e di indagine in contrapposizione al lato più buio del medioevo, con il suo fardello di dogmi, preconcetti, superstizioni e intriso di una profonda e mistica spiritualità.

La rassegna #Trovarsi fa parte del progetto IL FALLIMENTO È UN’OPZIONE, un’estate di spericolati tentativi teatrali con cui il Centro Teatrale MaMiMò ha segnato la sua ripartenza dopo il lockdown. Una bacheca di idee e progetti raccolti su 2020.mamimo.it, piattaforma digitale che sarà al centro del progetto. Un vero e proprio ecosistema online che si propone come strumento di coinvolgimento, di approfondimento e scoperta, un palcoscenico virtuale dove il processo artistico verrà aperto per mostrare che quello che c’è dietro alla rappresentazione è prezioso quanto lo spettacolo stesso.

In cartellone, a concludere la rassegna, dal 7 al 9 agosto sarà il turno de Il confine, un esperimento di scrittura partecipata, di e con Fabio Banfo, musiche dal vivo di Giacomo Santini, regia collettiva della Compagnia MaMiMò.

INFO E PRENOTAZIONI:

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria e limitato ai posti disponibili secondo i protocolli di prevenzione anti Covid-19.

www.2020.mamimo.it/eventi-dal-vivo | biglietteria@teatropiccolorologio.com |0522-383178

In caso di pioggia gli spettacoli si terranno all’interno del Teatro Piccolo Orologio: dato il numero di posti limitato, questi saranno assegnati alle prime 30 persone che, in fase di prenotazione, avranno richiesto di vedere lo spettacolo dal vivo anche in caso di pioggia. Gli altri spettatori riceveranno il link per seguire lo spettacolo in streaming.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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