Don Ganapini, il decano dei nostri missionari

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È morto martedì 30 giugno 2020, alle ore 4 del mattino, monsignor Pietro Ganapini, missionario fidei donum da 59 anni in Madagascar. Era il pioniere e il decano dell’équipe reggiana e si è speso ogni giorno della sua vita al servizio dei più poveri, soprattutto dei bambini, quelli che lui chiamava affettuosamente “i più poveri tra i poveri”, quelli che non avevano la possibilità di studiare.
Era nato a Pantano di Carpineti il 19 gennaio 1928 e aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale il 13 agosto 1950. Don Pietro aveva insegnato nel Seminario di Albinea dal 1950 al 1952 e successivamente nel Seminario di Marola dal 1952 al 1961.

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Don Pietro Ganapini con padre Dario Asti

 

Il ricordo di don Ganapini nelle parole dei suoi familiari e del sindaco di Carpineti da La Libertà del 27 luglio 2020

Grazie di cuore, Padre di tutti, per il dono immenso della vita di don Pietro. E grazie a te, don Pietro, per quello che la vita, la tua testimonianza sul campo, hanno significato per noi, la nostra famiglia, le nostre famiglie: tutti fieri di te.
Ricordiamo con gioia il motto che tu scrivesti sul ricordino della prima Messa e che sempre portavi con te: l’amore di Cristo ci spinge! A quello sei stato coerente per tutta la vita con l’amore immenso per Dio e per il tuo popolo malgascio. Ora dal Paradiso guardaci ancora con l’amore di sempre insieme ai genitori, a Domenico e Lucia.
Sempre uniti.

I tuoi familiari

Il ricordo di don Pietro è di un carpinetano che ha saputo, con ineguagliabile concretezza e tenacia, spendersi per gl’ultimi, in un luogo lontano da tutto, lottando in prima linea contro la povertà e, soprattutto, contro l’analfabetismo: nemico principe di un riscatto umano dal giogo servile dell’ignoranza. Si deve a lui la costruzione di un centinaio di scuole nell’isola malgascia dispersa nell’Oceano indiano. La scuola come luogo di un nuovo inizio, di continuo apprendimento, di avvio alla conoscenza dove si possono soddisfare la curiosità dei bambini come diritto al sapere.

Indimenticabile il carisma autorevole di don Pietro. Amava intrattenersi dialogando con tutti e per tutti aveva un sorriso bonario e gentile. Amava la musica come utile strumento capace di straordinarie profondità e di preghiera sacerdotale.
Nell’esprimere i più sinceri sentimenti di cordoglio ai famigliari da parte della comunità di Carpineti e miei personali, sento il dovere rivolgere a monsignor Ganapini profonda gratitudine: con umiltà e tanto lavoro egli ha conferito lustro alla terra che gli diede i natali.
Grazie don Pietro!

Tiziano Borghi
sindaco di Carpineti

Con padre Filippo (nipote) e don Bottazzi

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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