Il Consorzio del Parmigiano Reggiano entra nel progetto UniMoRe 2020

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Anche il Consorzio del Parmigiano Reggiano tra i sostenitori del progetto UniMoRe 2020: negli ultimi vent’anni, la sede universitaria reggiana ha raggiunto una popolazione studentesca di 10.000 unità

Reggio Emilia, 23 luglio 2020 – “Cultura e comunità rappresentano due valori fondanti della nostra filiera e il nuovo polo universitario aiuterà lo sviluppo di entrambi”. Con queste parole Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, commenta la decisione dell’ente consortile di far parte dei sostenitori del progetto “Reggio Città Universitaria”.

Il Consorzio, con il proprio contributo, si unisce al folto numero di aziende, associazioni ed enti pubblici che hanno deciso di investire nella crescita culturale, territoriale e comunitaria di Reggio Emilia. “Il Consorzio del Parmigiano Reggiano – prosegue Bertinelli – è orgoglioso di aver contribuito a questa grande operazione di rigenerazione urbana che consegnerà alla città di Reggio Emilia il nuovo polo universitario”.

Qualche settimana fa è stata annunciata la data di consegna del lotto A della struttura, alla presenza di istituzioni e sostenitori. Tale lotto conta 9 mila metri quadrati di aule e uffici e altrettanti di parco e aree verdi. Si tratta di 114 uffici, 14 aule, 74 servizi igienici, oltre 100 posti auto e 200 posti biciclette. Duemila persone popoleranno questi spazi. La consegna è stata confermata per il 21 novembre 2020.

“Ogni singolo contributo è fondamentale”, specifica Mauro Severi, presidente del Comitato Reggio Città Universitaria. “Non solo perché esso apporta un sostegno concreto alla realizzazione del progetto, ma anche perché testimonia la condivisione da parte di società, istituzioni, Chiesa e privati cittadini del medesimo principio: la crescita culturale e valoriale della propria città”.

“Proprio in questo convinto sostegno generalizzato – prosegue Severi – vediamo il motore di una nuova cultura professionale e il propulsore di un nuovo sviluppo delle competenze a disposizione delle imprese, la forza motrice di un’apertura nazionale e internazionale di Reggio Emilia”.

L’operazione di ristrutturazione si completerà nel prossimo settembre e ha visto la posa di 67 km di cavi: questa cifra consente di percepire le dimensioni degli spazi presto a disposizione degli studenti.

Il terzo Polo Universitario reggiano si aggiungerà a Palazzo Dossetti e al Campus San Lazzaro, rispondendo alle crescenti esigenze della sede reggiana che, nell’arco di vent’anni, ha raggiunto una popolazione studentesca di 10.000 unità.

“Sono orgoglioso di questa nostra città”, afferma il vescovo, mons. Massimo Camisasca. “Quando siamo partiti, la convinzione mia e dei miei collaboratori si scontrava con un’enorme quantità di problemi che emergevano giorno dopo giorno, non ultima la pandemia. Vi assicuro che sono stati giorni difficili. Capisco lo stato d’animo di quanti hanno dovuto abbassare la saracinesca, chiudere il ristorante o la fabbrica. Quando mi è stato detto che l’impresa edile avrebbe dovuto chiudere il cantiere, ho pensato ai muratori che il giorno dopo non avrebbero più avuto il lavoro, a cosa avrebbero detto alla moglie e ai loro figli. Ho pensato alle aziende che si erano impegnate a sostenere il seminario e ora dovevano chiudere l’attività. Sono stati giorni di preoccupazione e tristezza. Ma dentro questo buio, c’è sempre una luce. Dobbiamo essere sempre attenti a riconoscerla e seguirla. Questa luce per me erano i ragazzi che mi scrivevamo, le famiglie che sentivo via Meet e Zoom. Era il desiderio di futuro che è in tutti noi. Tutte le aziende hanno confermato il proprio sostegno e nuove adesioni arrivano anche ora. Questa è la città di cui sono orgoglioso, fatta di persone che credono nel domani, fatta di persone che hanno fede in Dio e fiducia nel prossimo”.

Alessandra Ferretti

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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