«Qui bene cantat bis orat», anche oggi

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Da La Libertà del 1° luglio 2020

“Qui bene cantat bis orat”: è una delle celebri frasi attribuite a sant’Agostino, dedotta dalla Enarratio in Ps.72. Siccome concordo fermamente con il grande santo vescovo di Ippona che il canto, se ben eseguito, sia la miglior forma di preghiera, chiedo ai responsabili preposti alle liturgie della nostra Diocesi, che ringrazio, di farsi carico presso i competenti organi della CEI, così sensibili al problema, in modo che possano emettesre, con sollecitudine, una disposizione che permetta ai cori delle nostre parrocchie di poter cantare senza l’odiosa, ma salutare mascherina, durante le nostre Messe, rispettando le distanze canoniche previste dal DPCM dell’11/06/2020 che, nel dare continuità al precedente decreto del 17/05/2020 che sospendeva gli spettacoli e le manifestazioni aperte al pubblico, definisce i vincoli per la ripresa di tali attività, permettendo ai cori di cantare, senza mascherina, purché siano rispettate le distanze di un metro tra coristi e due metri dalla fila davanti o dietro se il coro si attesta su due o più file.

Penso che detta disposizione possa interessare anche i cori delle nostre parrocchie in modo che possano sia guidare il canto dell’assemblea con maggior efficacia, sia rendere maggiormente viva l’oratio ex auditu con canti appropriati e ben eseguiti.

Francesco Trapani
ISICORO Rivalta

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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