Morto monsignor Pietro Ganapini

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Nelle prime ore di martedì 30 giugno, a Tongarivo in Madagascar, è morto monsignor Pietro Ganapini, decano delle nostre missioni. 

Ulteriori notizie nell’arco della giornata.

Riproponiamo l’ultima lettera che don Ganapini ha inviato a La Libertà e che abbiamo pubblicato sul numero del 24 giugno scorso.

I poveri come scelta preferenziale

Carissimi amici, tutti, sia A.M.G.A. o non A.M.G.A., familiari, Reggio, Parma…
Anche qui in Madagascar siamo minacciati dal “virus”, che continua a fare vittime in varie nazioni: lo sapete meglio di noi.
Grazie a Dio però qui sono pochi i morti: soltanto poche le persone decedute; mentre i contagiati sono – sembra siano – circa un migliaio, che vengono ben curati in reparti speciali, in cui vengono ricoverati; mentre in Italia – seguiamo sempre le notizie- sono, purtroppo, ben più numerosi anche i morti. Continuiamo dunque a pregare, in umiltà e fiducia, rivolgendoci sempre alla nostra Madre della Misericordia, perché il suo Cuore Immacolato ci ottenga presto dal suo figlio la grazia attesa! Perseveriamo! Coraggio!

Veniamo ora ad alcune notizie sulle nostre scuole dei poveri. Innanzitutto preferirei cambiare l’interpretazione della sigla A.M.G.A., che abbiamo finora tradotto “Amici di don Ganapini”. Restando naturalmente sempre amici, penso che forse, pur conservando la parola A.M.G.A., si potrebbe tradurre, alla moda dei Gesuiti di sant’Ignazio di Loyola, come segue: A=AD, M=Maiorem, G= Gloriam, A= Altissimi, cioè “Ad Maiorem Gloriam Altissimi”. Quando, mesi fa, sempre il nostro Roberto del Centro Missionario Diocesano (CMD) mi suggerì di introdurre nella lettera un pensiero spirituale di incoraggiamento agli amici dell’A.M.G.A., scrissi pressapoco così, se ben ricordo (si veda La Libertà del 4 marzo 2020): “… Continuate come avete fatto finora…”. Sì, carissimi!

Don Pietro è ora aiutato dal caro fratello Luciano Lanzoni, servo della Chiesa, il quale ha alle spalle una trentina d’anni di esperienza missionaria nel sud-est del Madagascar: parla benissimo il malgascio ed è ancora abbastanza robusto…. con molto amore ai poveri… e questo particolare periodo di lotta contro il “corona-virus” richiede pure di sapersi destreggiare anche nella gestione degli aiuti che il CMD regolarmente ci invia, frutto sempre della vostra bontà e generosità. Ah! sì… ancora una volta il grazie più profondo e sincero da parte del sottoscritto, di fr. Luciano e di tutti i bimbi della nostra A.M.G.A. (le cento nostre piccole scuole…).

Noi cerchiamo di attenerci, soprattutto in questo momento, al principio generale, su cui anche il Papa insiste molto, cioè: scelta preferenziale per i poveri.
È vero che, per quanto riguarda il sottoscritto (don Pietro), dicono, “Don Pietro tende ad essere largo di mano ad aver fiducia in chi ha responsabilità di direzione (per esempio suor Angèle, ex direttrice per molti anni della scuola/liceo di Ambanidia, mia ex-parrocchia durante 12 anni, 1974-2006) o in chi ha pure responsabilità nell’invio degli aiuti (CMD); per cui ogni tanto ricevo qualche richiamo alla prudenza e ad una maggiore attenzione per evitare eventuali abusi… “richiami sì, sempre fatti in atmosfera di cordialità e collaborazione, sapendo che è sempre possibile ci sia chi può essere tentato di approfittare di certe situazioni…”.

Posso però assicurarvi, carissimi amici, che in tanti anni di collaborazioni, sia col CMD che con voi dell’A.M.G.A. o altri che si presentavano per dare una mano, non ho mai pensato, grazie a Dio, di riempire le mie tasche di soldi per mie voglie personali o cose del genere; ma i poveri… soprattutto i bimbi più indifesi o abitualmente senza voce nella società, specialmente i bisognosi di istruzione e di educazione (DIDEC); poi anche casi sporadici di qualche contributo urgente, chiesto pure qualche volta anche dal Vescovo, sempre con molta delicatezza, per urgenze casuali, sempre naturalmente nei limiti delle mie possibilità: sì, per tutto questo abbiamo (dico “abbiamo”, perché non solo il sottoscritto, ma tutti noi della DIDEC d’accordo, abbiamo appunto) impegnato gli aiuti inviatici sempre nella scelta preferenziale dei poveri.

Pensavo oggi dentro di me: se le nostre piccole scuole A.M.G.A. fossero, come previsto, tutte piene di bambini (che di per sé non mancano mai) ah! che gioia! (però “ad maiorem”…) ma…, non tutte. Possono contenere, seduti, 160 alunni… e allora ammettiamo pure la metà, cioè 80 per ogni piccola scuola, e sarebbero 8.000 (80 x 100)!
Ma… lasciamo andare conti del genere! Volevo solo mettere in risalto il vostro cuore missionario: cuore cioè, di gente che ha famiglia e che, soprattutto nelle situazioni attuali, deve affrontare tanti problemi di vario genere.
Nello stesso tempo però non vi chiudete nelle vostre particolari difficoltà, ma sapete aprire lo sguardo e il cuore a chi, pur lontano, deve dibattersi in situazioni molto preoccupanti… di ogni genere…

Volevo però chiudere questa chiacchierata, riaffermando la mia, anzi la nostra riconoscenza più viva e sincera a tutti voi, cominciando dal nostro amato vescovo Massimo, che ha sempre pensieri di particolare attenzione al discorso missionario, stimolandoci, ad ogni occasione che si presenta, alla fiducia e all’incoraggiamento, da cui traspare con evidenza il suo carisma di fondatore di un Istituto Missionario. Quale benedizione anche per la nostra Diocesi di Reggio – Guastalla!
Poi i nostri carissimi amici del CMD, senza i quali tante, pure belle, iniziative non andrebbero certo ad esecuzione: amici che, senza far troppo scalpore, lavorano con fedeltà, assiduità e amore costante alla Chiesa; braccio destro, anche delle nostre varie iniziative…
Naturalmente sono compresi nel CMD pure gli amici de La Libertà: aiuto preziosissimo per diffondere notizie e interesse per le Missioni… grazie, carissimo Edoardo, assieme a tutti i tuoi collaboratori.

Concludendo, non posso non esprimere ancora un particolarissimo ringraziamento a questa Casa della Carità di Tongarivo, che da 14 anni mi ospita con bontà grande, nonostante le mie… chiamiamole così… testardaggini (in senso buono), anche don Mario ne riderà dal Cielo. Voglio, però, molto bene a questa Comunità, e cerco pure di fare, di tanto in tanto, qualche piccolo servizio, secondo le mie possibilità… Ho continuato infatti, e continuo, ad occuparmi delle scuole dei poveri, come ho detto sopra (A.M.G.A.). Riguardo a questa Comunità, la cosa principale che mi è stata chiesta è la santa Messa, che celebro ogni mattina con qualche breve commento alle letture della Liturgia; poi eventuali piccoli servizi spirituali…

Ad un titolo speciale, dovrei pure rivolgermi a tutti i miei familiari, che certo dovrebbero essere tra i primi ad essere ringraziati, essendo sempre stati al mio fianco durante tutti gli anni della mia missione e sostenendomi in vari modi, che non sto qui ad elencare… A voi tutti dunque, A.M.G.A. o non A.M.G.A., Rotary Club Parma Est, RTM, Sacerdoti o Religiosi, La Libertà, Laici o non Laici, Servi della Chiesa, CMD, ecetera eccetera (non finirei più di elencare…) questa lettera un po’ confusa, diciamola pure lettera d’addio … data la mia età (92 e passa …), forse qui in terra non so se potremo rivederci… sarà come il Signore vorrà… dei miei dieci compagni di Ordinazione (1950) sono l’unico superstite… forse si avvera la parola del Signore: “Io non godo della morte di chi muore… convertitevi e vivrete (Ezechiele, 18,32)”, anche se la conversione è un cammino lungo, non è vero? Perdonate anche questa digressione un po’ troppo personale forse …
Arrivederci qui o lassù, diceva non molto tempo fa l’indimenticabile defunto nostro vescovo Paolo Gibertini prima di morire! Così anche l’altro nostro amato vescovo monsignor Baroni si raccomandava a coloro che andavano a visitarlo prima della morte: “Abbreviatemi un po’ il purgatorio col vostro ricordo nella preghiera!”.

Poi ci sono altre parole di Gesù con le quali vorrei concludere: parole dirette soprattutto a voi A.M.G.A., che siete sempre stati al mio fianco con affetto e generosità grande (sarà il giudizio finale): “Venite benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo” (Matteo 25,34)… Non sono parole di questo povero prete vecchio e balordo, che però vi vuole molto bene e che anche di lassù vi ricorderà, in attesa di riabbracciarvi tutti, in Gesù, con la sua e nostra dolce mamma Maria!
Non pensate che con questo io voglia fare il tragico, per accattivarmi compassione o… cose del genere, no… ma intanto prepariamoci! E voi continuate! E sia fatta la volontà di Dio!
E ora vi lascio un ricordo e un augurio: è una poesia che ho ritrovato fra le mie carte, e non voglio, egoisticamente, tenerla solo per me: è troppo bella!

 

HO SOGNATO CHE CAMMINAVO
in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del Cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni difficili della mia vita.
Allora ho detto:
“Signore, io ho scelto di vivere con Te,
e Tu mi hai promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?
E Lui mi ha risposto:
“Figlio, tu lo sai che io ti amo,
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali c’è soltanto un’orma
sulla sabbia sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio!”.

Vostro affezionatissimo in Gesù e Maria Madre della Misericordia.

Pietro Ganapini
A.M.G.A.

P.S.: grazie a Dio, sono state pochissime qui in Madagascar le vittime del coronavirus: preghiamo e convertiamoci! Il Cuore Immacolato di Maria ci assisterà!

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