“Il terzo tempo”, quando sport e disabilità vincono insieme

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Da novembre 2019 a febbraio 2020 il CSI ha proposto attività sportive per disabili e normodotati, insieme

C’è una realtà, a Reggio, in cui sport e disabilità convivono in armonia e si chiama ‘Il Terzo Tempo’. Un progetto svolto in coordinazione tra il Centro Sportivo e alcuni istituti superiori (Motti, Zanelli e Galvani) dove il gesto tecnico perfetto lascia spazio al conoscersi, anche e soprattutto nella diversità. E’ un mondo che va avanti in realtà da otto anni e noi abbiamo voluto raccontarlo in un video, per questa puntata speciale di ‘CiSI Racconta’.

«I momenti di inclusione e amicizia che nascono in questi contesti sono straordinari – ha spiegato Claudio Attolini, docente di ginnastica all’istituto Motti e coordinatore del progetto -. Lo sport è unico nell’offrire certe possibilità. Questi appuntamenti hanno cadenza settimanale, in orario scolastico, e negli anni abbiamo cercato di allargare sempre di più l’offerta delle discipline sportive, selezionando pian piano quelle sia più belle sia che offrono più possibilità di interazione e inclusione».

La finalità e anche la bellezza de ‘Il Terzo Tempo’ è quella di vedere chi di solito viene considerato ‘diverso’, ‘meno capace’ o ‘più debole’, fare le stesse cose degli altri. Perché è inutile negarlo spesso ci si ferma lì, sulla linea immaginaria che divide chi riesce o non riesce, per esempio, a fare strike. Poco importa allora se alcune piste da bowling hanno i rinforzi laterali per agevolare il tiro, o se una lancia la palla a due mani e quell’altro a testa in giù. Tanto strike, alla fine, si può fare lo stesso…ma poi anche se non ci si riesce, qual è il problema?

‘Il Terzo Tempo’ cancella quella linea. O comunque rende più semplice superarla, passare dall’altra parte e rendersi conto che la fragilità non è un limite ma un dono, per quanto tutto ciò che ci ruota attorno istighi a pensare il contrario. A quel punto si riesce a ballare come se nessuno ci stesse guardando, ma sul serio, non perché lo si trova scritto su un post motivazionale di Instagram.

Purtroppo, in quest’anno sportivo smorzato dall’emergenza sanitaria, le attività svolte dai ragazzi delle scuole sono state solo quattro su sei (judo, bowling, danza e nuoto; rispettivamente alla palestra Dojo SDK, al bowling di Scandiano, al centro Danzarte Re e alla piscina comunale Ferretti-Ferrari). Gli sport primaverili, per le ragioni che tutti conosciamo, non sono stati praticati ma quello che è successo nella prima parte dell’anno siamo sicuri che resterà un ricordo indelebile, speciale per tutti i ragazzi.

 

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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