Unindustria Reggio Emilia sul bando Impresa Sicura: “fondi insufficienti e metodo sbagliato”

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Il Click Day per rimborsare le spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per le aziende ha esaurito i contributi dopo un secondo

Sono migliaia le imprese italiane che sono rimaste escluse dalla graduatoria del bando “Impresa Sicura”, lo strumento ideato dal Governo per rimborsare le spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, detergenti, rilevatori di temperatura, camici, dispositivi per la protezione degli occhi, ecc)”, spiega Unindustria Reggio Emilia.

Un bando che ammette il 100% delle spese effettuate dalle aziende, con due limiti. Il primo riguarda il periodo coperto, solo dal 17 marzo alla data di invio della domanda di rimborsoil secondo l’esiguo plafond, pari a circa 50 milioni su base nazionale, mentre la richiesta effettiva sarebbe di oltre un miliardo.

Le aziende hanno fatto molti e faranno ancora tanti investimenti sotto il profilo della sicurezza – dichiara il Presidente degli Industriali reggiani Fabio Storchichiediamo che il Governo incrementi velocemente la dotazione per il bando sui DPI. Non è possibile inoltre che, un secondo dopo l’avvio della proceduta telematica, i fondi fossero già terminati. Serve poi che venga cambiato anche il metodo di assegnazione che assomiglia più ad una lotteria, che ad una seria attribuzione delle risorse. Sono state diverse le imprese reggiane che ci hanno segnalato questo disservizio”.

Sono state infatti solo 3.150 le aziende fortunate che, a livello nazionale, sono riuscite a far passare per prime nell’imbuto della rete le prenotazioni dei contributi, mentre sono state oltre 205 mila le imprese che sono rimaste escluse.

 

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