Nel 2019 migliaia di lavoratrici madri hanno dovuto dare le dimissioni

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Lo dice la Relazione annuale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per l’anno 2019 sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri, ai sensi dell’art. 55 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, presentata il 24 giugno 2020.

Nel corso del 2019 sono stati complessivamente emessi 51.558 provvedimenti di convalida, in numero leggermente superiore (+ 4%) rispetto ai 49.451 del 2018. Gli Ispettorati territoriali del lavoro ne hanno adottati 47.759 (circa 93%); i Servizi ispettivi della Sicilia 1.883 (circa 4%); la Provincia autonoma di Bolzano 1.092 (2%) e la Provincia autonoma di Trento 824 (circa 2%). Ha trovato conferma la prevalenza (oltre il 98% del totale) delle convalide relative a dimissioni, censite in numero di 50.674 (a fronte delle 47.410 del 2018) di cui: 49.008 per dimissioni volontarie (oltre 95%) e 1.666 per giusta causa (oltre 3%). Residuale è rimasta la categoria delle risoluzioni consensuali, pari a 884 (circa il 2%), in decremento rispetto alle 2.041 dell’anno 2018. Grafico 1. Le convalide hanno prevalentemente interessato lavoratrici e lavoratori di nazionalità italiana. Il loro numero, pari a 43.101 (in aumento rispetto ai 41.335 del 2018), equivale infatti a circa l’84% del totale (percentuale in linea con quella del 2018). Come per gli anni scorsi, contenuti sono stati i dati relativi agli extracomunitari, pari a 5.428 (5.309 nel 2018) ed ai cittadini comunitari, pari a 3.029 (2.807 nel 2018), il cui numero equivale, rispettivamente, a oltre il 10% e a circa il 6% del totale.

La maggior parte dei provvedimenti ha riguardato, come di consueto, le lavoratrici madri. Il loro numero – 37.611 – ha infatti rappresentato circa il 73% del totale, percentuale equivalente a quella rilevata l’anno precedente (35.963, pari al 73%). I lavoratori padri interessati alle convalide sono stati 13.947 (a fronte dei 13.488 del 2018), in percentuale (27% del totale) quindi anch’essa invariata rispetto al 2018.

Sotto il profilo dell’età delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, ha trovato conferma la maggiore concentrazione dei provvedimenti – in misura del 75% del totale – nelle fasce di età “da maggiore di 34 fino a 44 anni” (20.427, a fronte dei 20.102 del 2018) e “da maggiore di 29 fino a 34 anni” (17.952 a fronte dei 16.495 del 2018), per un totale complessivo di 38.379 (a fronte dei 36.597 del 2018).  Parimenti confermata è risultata l’incidenza della bassa anzianità di servizio delle lavoratrici e dei lavoratori interessati: 27.663 convalide (26.322 nel 2018) hanno infatti riguardato lavoratrici e lavoratori con anzianità di servizio “fino a 3 anni”, mentre 17.968 (16.787 nel 2018) sono state quelle ricadenti nella fascia di anzianità di servizio “da oltre 3 a 10 anni”. Nel loro insieme (45.631 unità), tali fasce di anzianità di servizio costituiscono quasi l’89% del totale dei provvedimenti complessivamente rilasciati dagli Uffici territoriali (circa il +2% rispetto al 2018).

Come per gli anni precedenti, le convalide hanno per la maggior parte – il 60% circa del totale – interessato lavoratrici e lavoratori con un solo figlio o in attesa del primo. Significativa si è comunque confermata anche la percentuale – oltre il 33% del totale – di lavoratrici e lavoratori con 2 figli.

Fra le motivazioni delle dimissioni/risoluzioni consensuali addotte da lavoratrici e lavoratori la più ricorrente è rimasta la difficoltà di conciliare l’occupazione lavorativa con le esigenze di cura della prole, registrata in 20.730 casi (20.212 nel 2018), in percentuale pari a circa il 35% del totale, sostanzialmente in linea con quella dell’anno precedente (36%). Tale motivazione si è sostanziata, in particolare, in: assenza di parenti di supporto in 15.505 casi (15.385 nel 2018), pari a circa il 27% del totale, percentuale coincidente con quella dell’anno precedente; elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato (es. asilo nido o baby sitter) in 4.260 casi (3.907 nel 2018) pari a circa il 7% del totale, dato corrispondente a quello del 2018; mancato accoglimento al nido in 965 casi (920 nel 2018), pari a circa il 2% del totale, percentuale identica a quella rilevata nel 2018.

Le causali relative all’azienda in cui la lavoratrice o il lavoratore prestano la loro attività sono risultate pari a 10.856 (10.155 nel 2018), con confermata prevalenza (6.713 casi, a fronte dei 6.317 del 2018) di quella concernente l’organizzazione e le condizioni di lavoro, particolarmente gravose o difficilmente compatibili con la cura della prole. Le restanti motivazioni hanno invece riguardato: cambiamento della sede di lavoro: 294 (260 nel 2018); distanza dal luogo di lavoro: 1.821 (1.727 nel 2018); ragioni concernenti l’orario di lavoro: 1.920 (1.733 nel precedente anno), di cui: 1.120 (989 nel 2018) per mancata modifica degli orari lavorativi; 800 (744 nel 2018) per mancata concessione del part time; modifica delle mansioni svolte: 108 (118 nel 2018). Ancora in crescita è risultato il dato relativo alle dimissioni/risoluzioni consensuali per passaggio ad altra azienda, pari a 20.467 (a fronte delle 18.683 del 2018) equivalenti a circa il 35% del totale delle motivazioni (33% nel 2018). Per tale motivazione di cessazione del rapporto lavorativo – a differenza di quanto avviene per altre casistiche, prevalentemente riferite alle donne – è risultata altresì confermata la prevalenza di lavoratori padri, in numero pari a 11.488, rispetto alle 8.979 lavoratrici madri.

Le ulteriori causali, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, sono consistite in: cambio di residenza/distanza tra luogo di residenza e sede di lavoro/ricongiungimento al coniuge: 1.283 (1.409 nel 2018); trasferimento dell’azienda: 87 (110 nel 2018); altro: voce generica nella quale confluiscono 6.032 fattispecie di convalida (6.067 nel 2018).

Rispetto all’anno 2018 è rimasta stabile la percentuale (21%) di accoglimento delle richieste di part-time o flessibilità presentate da lavoratrici e lavoratori interessati alle convalide: su 2.085 richieste (2.062 nel 2018) ne sono state infatti accolte 436 (423 nel 2018). I destinatari di provvedimenti di convalida sono risultati appartenere prevalentemente alle qualifiche di impiegato (24.393, a fronte dei 22.878 del 2018) e di operaio (23.914, a fronte dei 23.706 del 2018), per un totale di 48.307 che rappresenta circa il 94% delle dimissioni/risoluzioni convalidate, in linea con la percentuale registrata nel 2018. Le convalide, come di consueto, si sono concentrate nel settore del terziario, tradizionalmente caratterizzato da una maggiore occupazione femminile, nel quale sono stati censiti 39.247 provvedimenti (37.658 nel 2018), pari ad oltre il 76% del totale. Dati rilevanti sono stati riscontrati anche nell’ambito: dell’industria, con 8.555 provvedimenti (9.477 nel 2018), pari a oltre il 16% del totale (19% nel 2018); dell’edilizia, con 1.998 convalide (1.807 nel 2018 ), pari a circa il 4% del totale (in linea con le risultanze dell’anno precedente). Relativamente esiguo si è confermato il dato relativo alle dimissioni/risoluzioni consensuali convalidate dagli ITL nel settore agricolo, pari a 362 (281 nel 2018). Come già verificatosi in passato, peraltro, in 1.396 casi non è stato possibile individuare il settore merceologico di riferimento per problematiche di natura tecnica del sistema di rilevazione.

Sulla base dei dati acquisiti a sistema in relazione alla grandezza aziendale i provvedimenti rilasciati dagli Ispettorati territoriali hanno prevalentemente riguardato, nel 2019, le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) con 9.841 convalide. Le convalide riguardanti lavoratrici madri/lavoratori padri occupati presso le: medie imprese (da 50 a 249 dipendenti) sono state 3.932;  piccole imprese (tra 10 a 49 dipendenti) sono state 2.808; micro imprese (da 0 a 9 dipendenti) sono state 1.523. Anche per il 2019, è risultata confermata la distribuzione geografica dei provvedimenti tra le regioni del Nord, del Centro e del Sud Italia, sempre in stretto rapporto con l’andamento occupazionale che caratterizza le diverse aree del Paese.

In particolare: nell’Italia Settentrionale sono state rilevate 33.442 convalide, pari al 65% del totale (a fronte delle 31.691 del 2018, quando erano state circa il 64%); nell’Italia Centrale le convalide sono state pari a 9.899, rappresentando il 19% del totale (a fronte delle 9.055 del 2018, pari ad oltre il 18%);− nell’Italia Meridionale si sono registrate solo 8.217 convalide, che costituiscono il 16% del totale (a fronte delle 8.705 del 2018, pari a circa il 18%).

Emilia Romagna 5.447 dimissioni/risoluzioni consensuali di lavoratrici (5.184 nel 2018); dimissioni/risoluzioni consensuali convalidate a lavoratori padri 1.879 (1.833 nel 2018).

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