Spazio Libero. Immagini per riabitare la città

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Il percorso open air dedicato alla fotografia nazionale under 35 parla a tutti e racconta del lockdown, della natura, delle relazioni e del futuro

Restano ancora alcuni giorni per visitare Spazio Libero. Immagini per riabitare la città, la mostra fotografica open air curata da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi che ha segnato la scelta della città di Reggio Emilia di ripartire dalla fotografia, dai giovani e dall’ambiente. Tutti gli scatti che da due settimane occupano gli impianti per l’affissione di manifesti pubblicitari lungo le strade della città, infatti sono stati realizzati da undici giovani fotografi italiani under 35, che coi loro progetti affrontano temi di grande attualità e interesse, dai più intimi ai più sociali. La quarantena, le attese, il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, la crescita, sono solo alcune delle tematiche affrontate da Domenico Camarda, Emanuele Camerini, Marina Caneve, Tomaso Clavarino, Lorenza Demata, Irene Fenara, Luca Marianaccio, Luca Massaro, Iacopo Pasqui, il collettivo romano Vaste Programme e Martina Zanin, i protagonisti del progetto.

Inoltre, l’altra caratteristica che marca decisamente lo spirito di Spazio Libero è quella di essere un’installazione urbana ampia e green, completamente visitabile a piedi o in bicicletta, in un itinerario che si snoda per tutto il perimetro del centro storico.

Il percorso prende il via dai Chiostri di San Domenico, vetrina reggiana della creatività under 35 e luogo dell’annuale appuntamento con la mostra collettiva Giovane Fotografia Italiana e abbraccia il centro con undici installazioni presenti lungo tutta la circonvallazione, con due deviazioni su via Matteotti e sul lungo Crostolo nel tratto di via Verdi. Tutto il percorso, le informazioni sulla mostra, e tanti approfondimenti sono disponibili sul portale online Eventi a casa tua. Facebook e Instagram @culturareggio emilia

Le opere di Spazio Libero rimangono esposte fino al 17 giugno in una veste inedita e speciale: all’aperto, esposte al clima e disponibili per essere fruiti dall’intera e diversificata comunità che abita lo spazio pubblico, diventando così i dispositivi di un’operazione che sposta l’arte dai canonici luoghi di fruizione a un contesto aperto, pubblico, in cui è possibile sentirsi sicuri mantenendo il distanziamento sociale. È dall’incontro tra la necessità di rispondere all’appello rivolto a ogni cittadino alla responsabilità e il desiderio di rilanciare un rinnovato ruolo dell’arte e della cultura che Spazio Libero trova la sua dimensione.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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