“Il figlio di Linda”, al premio Viareggio

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La giuria del Premio letterario Viareggio, coordinata da Costanza Geddes da Filicaia, è al lavoro per la selezione delle opere ammesse all’edizione che si concluderà a fine agosto 2020.

Tra i lavori che sono all’esame c’é anche il romanzo storico “Il figlio di Linda. La vita breve di Silvio D’Arzo” del reggiano Carlo Pellacani. Si tratta della prima ricostruzione autentica dell’esistenza di Ezio Comparoni (Reggio Emilia, 1920-1952), conclusa – dopo anni di ricerche che svelano aspetti finora sconosciuti – in occasione del centenario della nascita dello scrittore.

Il fatto che il prestigioso Premio letterario abbia inserito tale opera tra quelle candidate ad un possibile riconoscimento è gratificante per l’autore (che, presente per la prima volta al certame, può esibire gli esiti di un lavoro cui si dedica da un decennio), ma costituisce soprattutto l’insperata occasione per attribuire un meritato risarcimento alla memoria di Silvio D’Arzo, il grande scrittore reggiano che torna ad essere protagonista dell’evento dopo sessantasei anni. Nel 1954, infatti, l’opera più nota di Silvio D’Arzo, “Casa d’altri”, fu inutilmente segnalata alla giuria del Premio Viareggio da parte di Attilio Bertolucci e Giorgio Bassani per l’assegnazione di un riconoscimento. Nel 2020 lo scrittore reggiano, tramite questa biografia romanzata, può ottenere quell’attenzione che fu sollecitata invano nei mesi dopo la sua morte.

 “Il figlio di Linda. La vita breve di Silvio D’Arzo” di Carlo Pellacani e Giovanna Malanca, pp. 538, ill., Consulta librieprogetti, Reggio Emilia, 2020, Euro 23,00.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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