Scuole paritarie: senza finanziamenti si rischia la chiusura

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La scuola paritaria Fism in Emilia Romagna nel settore dello 0-6 rappresenta una fetta importante dell’offerta formativa. Le scuole dell’infanzia – prima dette materne e prima ancora asili -sono nate nella nostra regione circa dopo il 1850. Quasi tutte sono sorte per volere dei parroci e delle comunità. La tradizione, che vedeva l’asilo come la tappa inziale del percorso che i bambini facevano all’interno della comunità educante, si è sviluppata nel tempo sia dal punto di vista pedagogico e anche dell’ampliamento dell’offerta formativa, rivolgendo lo sguardo anche ai bambini con età da un anno ai tre anni e assumendo con il decreto legislativo 65/17 la denominazione di “poli di infanzia”, cioè i luoghi dove i bambini da 0 a 6 anni vivono le loro esperienze educative e didattiche.

Oltre 500 sono le scuole in Emilia Romagna associate alla Fism con oltre 30.000 bambini dai 3 ai 6 anni e 4.000 bambini da 1 anno a tre anni. Per fare un paragone le scuole comunali paritarie in Emilia-Romagna scolarizzano 25.000 bambini. Quindi la Fism con le scuole associate rappresenta un punto importante sia nell’educazione dei bambini ma anche nel tessuto sociale della Regione in quanto permette a 35.000 famiglie di potere dedicarsi al lavoro durante la giornata. Inoltre sono oltre 4.000 i dipendenti delle scuole Fism in Emilia Romagna che tutti i giorni di dedicano alla cura dei bambini presenti.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Luca Iemmi, presidente regionale Fism Emilia Romagna, su La Libertà del 20 maggio 2020

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