Emergenza Coronavirus, criticità penali

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Completiamo la pubblicazione dei contributi di approfondimento curati per i lettori dalla sezione reggiana dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani (UGCI): qui si affrontano temi del diritto penale, nella pagina a fianco argomenti di diritto di famiglia. Gli articoli precedenti si trovano su La Libertà del 13 maggio 2020 alle pagine 16 e 17. Per saperne di più online il sito è ugcre.it.

Tante sono le questioni che toccano il diritto penale riguardo al Coronavirus; ci limitiamo di seguito a accennarne solo alcune, cercando di offrire spunti per riflettere in modo costruttivo.

Riserva di legge in materia penale

Le misure limitative introdotte dal D.L. 23 febbraio 2020 n. 6 e dai DPCM che si sono susseguiti hanno posto non pochi dubbi sulla legittimità costituzionale.
Nel nostro ordinamento vige il principio di legalità e determinatezza, che sotto il profilo penalistico viene enunciato all’art. 25 co.2 della Costituzione, per salvaguardare i cittadini da eventuali abusi del potere giudiziario.
Se l’uso del decreto legge, da utilizzare con estrema cautela, è stato giustificato con la necessità e l’urgenza della situazione emergenziale anche in una disciplina fortemente incisiva della libertà personale, rimangono comunque perplessità per quanto riguarda il principio di determinatezza del comportamento penalmente vietato.
Il D.L. 25/03/2020, n.19 ha però eliminato l’illecito penale per gli atti compiuti dall’inizio della quarantena, sostituendolo con un illecito amministrativo, mantenendo il reato per chi non rispetta la “quarantena fiduciaria”.

 

Continua a leggere tutto l’articolo di Rossella Iandolo, studente facoltà di Giurisprudenza UniMoRe, su La Libertà del 20 maggio 2020

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