Ispirati della poesia: Guido Scarabottolo al Chierici

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I ragazzi della II D regalano i loro petali di gioia al noto disegnatore italiano e a chi li ascolterà

A volte mi chiedo come possa il sole brillare così tanto, mentre dentro di me tutto piove. Al momento sta piovendofuori e dentro, forse è per questo che sto scrivendo parole tristi”. Petali di fiori di poesia, di una ragazza della II D del liceo artistico Chierici, che ha scritto come i compagni una lettera immaginaria alla poetessa polacca, Nobel per la poesia: Wislawa Szymborskapoi l’ha illustrata con un disegno, che sboccia di colori profumati, per il progetto:”Ispirati dalla poesia”.

Ora la classe condivide brani e disegni col noto illustratore,Guido Scarabottolo, che incontra gli studenti, mercoledì 20 maggio, alle 10,in remoto. La classe conosce Scarabottolo, attraverso le sue illustrazioni per la raccolta della poetessa polacca: “La prima frase è la più importante”.Il dirigente, Daniele Corzani afferma:” Dal disagio cui siamo obbligati possono nascere occasioni importanti di crescita. I nostri giovani studenti, in giorni colmi di profonda tristezza, si dedicano con entusiasmo all’esercizio terapeutico dell’arte. Questo ci conforta e ci induce ad essere fiduciosi per il futuro”.

La II D coordinata dalle docenti CarmenPia Cennerazzo (lettere) e Savina Lombardo (ari figurative), su idea di Paola Panciroli, ha operato per sconfiggerei buitempi del Covid19. I ragazzi hanno espresso briciole di vita che diventano Storia e si animano di disegni coloratissimi, gioiosi, che addestrano gli adulti a riscoprire la speranza dentro sé stessi. Partendo da Wislawa Szymborska e Alda Merini, effettuando una ricerca sulla piattaforma Europeana, hanno scelto poesie, illustrandone una con una tavola pittorica poi hanno effettuato una lettura espressiva di condivisione.

Conversazione con una pietra

Carmen Cennerazzo spiega:”L’idea nasce dal periodo di che stiamo vivendo, dalla necessità di trovare dentro noi stessi il bello,l’interessante. L’arte e la poesia hanno aiutato gli studenti e noi a guardare lo spazio quotidiano in modo creativo, seppur lontano da amici, dagli abituali spazi di studio o di lavoro, di divertimento, di sport.”Con le loro lettere, parlano i ragazzi:”Siamo circa all’ottantesimo giorno di quarantena, sì, ho tenuto il conto, e il mondo mi manca. la mia camera da letto è diventata la mia scuola, la mia piazza, la mia città. È diventata le serate al cinema, i giri in bici per il centro, le vacanze al mare a casa di mia nonna. Le pareti diventano sempre più strette e sembra quasi di soffocare…Ecco un altro petalo:” In questa attività, ho sceltola poesia: “Il gatto in un appartamento vuoto”. La tematica mi ha ricordato un po’ la nostra situazione: è’ più di due mesi che la popolazione è rinchiusa in casa, aspettando che il problema del virus si risolva e credo che tutti si sentano, in un certo senso, ‘abbandonati’. Tutti ci sentiamo un po’ come quel gatto nell’appartamento vuoto che aspetta il ritorno del padrone, ‘su zampette molto offese.

Il gatto in un appartamento

Nelle settimane di formazione a distanza i docenti hanno cercato, attraverso le video lezioni, di accorciare le distanze e motivare gli studenti, sperimentando nuove modalità di apprendimento. Ogni studente ha registrato la lettura espressiva della poesia ed ha condiviso con compagni e docenti l’audio sulla piattaforma Padlet.

I ragazzi salutano con un ultimo petalo:” Ho scelto: ‘Conversazione con una pietra’, che, mi ha permesso dii creare un’immagine semplice e comunicativa… poi dovevo ricreare un’opera d’arte famosa. Per realizzare lo scatto ho coinvolto i miei genitori. Vedere i lavori degli altri nel complesso non è stato poi così male, anche se inizialmente l’idea non mi andava molto a genio. Rimanere in contatto in questo modo nuovo con la classe è sicuramente complesso, ma tramite questo progetto è stato più piacevole e creativo”.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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