Nell’omelia del Papa i cinque atteggiamenti che impediscono di conoscere Cristo

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Ricchezze, rigidità del cuore, accidia, clericalismo, spirito mondano: questi cinque atteggiamenti non consentono al cristiano di conoscere Gesù.

Li ha elencati e ben spiegati nella mattina del 5 maggio, Papa Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Santa Marta, introdotta con l’invito a pregare per quanti sono morti per la pandemia. “Sono morti da soli, sono morti senza la carezza dei loro cari, tanti neppure con il funerale. Il Signore li accolga nella gloria”.

Commentando il brano del Vangelo di San Giovanni (10, 22-30) il Santo Padre ha precisato: “io credo e faccio parte delle pecore di Gesù; ma se Gesù ci dicesse: ‘Voi non potete credere perché non fate parte’, c’è una fede previa, all’incontro con Gesù? Qual è questo fare parte della fede di Gesù? Cosa è quello che mi ferma davanti alla porta che è Gesù?”. E ha proseguito rilevando che esistono atteggiamenti previi alla confessione di Gesù. “Anche per noi, che siamo nel gregge di Gesù. Sono come ‘antipatie previe’, che non ci lasciano andare avanti nella conoscenza del Signore.

La prima di tutte sono le ricchezze. “Anche tanti di noi, che siamo entrati dalla porta del Signore, poi ci fermiamo e non andiamo avanti perché siamo imprigionati nelle ricchezze”. Il Signore è stato molto duro con le ricchezze, al punto di dire che era più facile che un cammello passasse per la cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli. “È duro, questo. Le ricchezze sono un impedimento per andare avanti. Ma dobbiamo cadere nel pauperismo? No. Ma non essere schiavi delle ricchezze, non vivere per le ricchezze, perché le ricchezze sono il signore di questo mondo e non possiamo servire due signori. E le ricchezze ci fermano”.

Un’altra cosa che impedisce di andare avanti nella conoscenza di Gesù, nell’appartenenza di Gesù, è la rigidità: la rigidità di cuore; anche la rigidità nell’interpretazione della legge. Gesù rimprovera i farisei, i dottori della legge per questa rigidità, che non è sinonimo di fedeltà. La fedeltà è sempre un dono a Dio; la rigidità è una sicurezza per me stesso. “Questo ci allontana dalla saggezza, bellezza di Gesù; ti toglie la libertà. E tanti pastori fanno crescere questa rigidità nelle anime dei fedeli; e questa rigidità non ci fa entrare dalla porta di Gesù: è più importante osservare la legge come è scritta o come io la interpreto, piuttosto che la libertà di andare avanti seguendo Gesù”, ha rimarcato il Santo Padre.

Un altro atteggiamento che impedisce di proseguire nella conoscenza di Gesù è l’accidiaQuella stanchezza … L’accidia toglie la volontà di andare avanti e tutto è: sì, ma … no, adesso no, no, ma …, “che ti porta al tepore e ti fa tiepido”. L’accidia è un’altra cosa che ci impedisce di andare avanti.

E poi Papa Francesco ha espresso una severa reprimenda contro il clericalismo, affermando a chiare lettere:“Un’altra cosa che è abbastanza brutta è l’atteggiamento clericalista. Il clericalismo si mette al posto di Gesù. Dice: No, questo dev’essere così, così, così … – Ma, il Maestro … – Lascia stare il Maestro: questo è così, così, così, e se non fai così, così, così tu non puoi entrare”. Bergoglio ha stigmatizzato il clericalismo che toglie la libertà della fede dei credenti. “È una malattia, questa, brutta, nella Chiesa: l’atteggiamento clericalista”.

Infine, un quinto atteggiamento da evitare perché impedisce di andare avanti, di entrare per conoscere Gesù e confessare Gesù: lo spirito mondano. Quando l’osservanza della fede, la pratica della fede finisce in mondanità. E tutto è mondano. Pensiamo alla celebrazione di alcuni sacramenti in alcune parrocchie: quanta mondanità c’è lì! E non si capisce bene la grazia della presenza di Gesù.

Così Papa Francesco ha concluso l’omelia: “Queste sono le cose che ci impediscono di fare parte delle pecore di Gesù”. Siamo “pecore” – ha sottolineato – alla sequela di tutte queste cose: ricchezze, accidia, rigidità, mondanità, clericalismo, di mondanità, di ideologie, di forme di vita. Manca la libertà. E non si può seguire Gesù senza libertà. “A volte la libertà va oltre e uno scivola: sì, è vero. È vero. Possiamo scivolare andando in libertà. Ma peggio è scivolare prima di andare, con queste cose che impediscono di incominciare ad andare”.

Il Signore ci illumini per vedere, dentro di noi, se c’è la libertà di passare per la porta che è Gesù e andare oltre Gesù per diventare gregge, per diventare pecore del suo gregge.

gar

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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