La gratitudine dell’amore. Il grazie di Dio

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Condividiamo come arricchimento spirituale, in queste pagine, i testi delle omelie che don Carlo Sacchetti – parroco dell’unità pastorale “Cuore Immacolato di Maria” (parrocchie di Rubiera, Fontana, San Faustino e Sant’Agata) – ha tenuto nel recente Triduo Pasquale.

GIOVEDI SANTO

La giornata di oggi ci porta nel cuore della salvezza cristiana. Possiamo dire anche, ci porta nel cuore di Dio. C’è una continuità tra il cuore di Dio e la Salvezza. La Salvezza ci parla del cuore di Dio e solo arrivando a questo cuore possiamo comprendere il vero senso della Salvezza.

Nel cuore di Dio troviamo soprattutto gratitudine. Tenendo presente le varie attenzioni e proporzioni che ci sono quando si fa un discorso analogico nei riguardi di Dio, mi sono chiesto tante volte come mai il nostro Dio non fosse solo, come accade in altri monoteismi. Il nostro Dio, pur essendo uno, è infatti tre persone. Alla fine sono arrivato alla conclusione che solo in questo modo il suo cuore poteva vivere la gratitudine. Se sei solo, e puoi tutto, fai fatica a vivere la gratitudine. Dio non si è voluto privare della gratitudine e questo ci indica che questa dimensione è essenziale per l’uomo, per l’uomo che voglia essere pienamente uomo, felice come lo ha pensato Dio da sempre.
La gratitudine ci parla di Dio, la gratitudine ci parla della vera dimensione dell’uomo. Quando penso a Dio non corro con la mente a quelle che vengono chiamate le Meravigliose opere di Dio, nelle quali viene manifestata la sua potenza, la sua onniscienza eccetera, ma penso alla gratitudine. Se c’è una dimensione che ci parla di Dio, che ci mostra la nostra somiglianza con lui, questa è la gratitudine.

Leggi il testo integrale dell’omelia su La Libertà del 29 aprile 2020 

 

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