Affidiamoci alla Regina di Reggio

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Nella solennità del primo miracolo siamo invitati a unirci in preghiera da casa

“O’ Jesu Maria… Fu la Madonna che mi mise sulla bocca quelle parole, et tutto allegro me ne andai a casa”: con queste parole di Marchino, testimone fondamentale nella carne viva della nostra Chiesa reggiano-guastallese, ci accingiamo a celebrare l’annuale ricorrenza di quel primo miracolo ottenuto in città per l’intervento della Beata Vergine Maria. Da quel 29 aprile 1596 si è messa in moto una catena di prodigi che non si è mai arrestata – Dio fa grazia ogni giorno al suo popolo – mentre la devozione per la Madonna della Ghiara, Regina di Reggio, è andata soggetta ad alti e bassi nella storia.

Sicuramente si è rinvigorita nel periodo eccezionale vissuto l’anno scorso, il Giubileo per il quarto centenario della traslazione dell’immagine miracolosa all’interno del tempio cittadino, fino a che un altro tempo di straordinaria incertezza e preoccupazione, la pandemia ancora in corso, non ha preso prepotentemente la scena, e purtroppo non solo in terra emiliana.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 29 aprile 2020 

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