Ogni gesto di cura ora è più vero

Stampa articolo Stampa articolo

Lotta al Coronavirus: la voce di una professionista in prima linea.  Tra sacrifici, riconoscenza, relazione con le persone e vita di fede 

Da due mesi in prima linea nella lotta quotidiana con il pericoloso e subdolo Coronavirus c’è anche lei, Francesca Prati, medico specialista in malattie infettive presso l’Unità Operativa Malattie Infettive dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Quarantuno anni, coniugata, madre di tre figli, la dottoressa Prati appartiene alla comunità cristiana di Albinea. La ringraziamo per avere accettato di aprirci uno spiraglio sul suo lavoro e sui sacrifici che comporta, ma anche sulla sua fede, nel tempo così drammaticamente lento della pandemia.

Dottoressa Prati, quando ha incontrato il primo caso di Covid-19?
Lo ricordo benissimo: il 23 febbraio, il primo caso sospetto poi rivelatosi negativo. Era un collega d’ufficio di un paziente positivo ricoverato a Lodi. Da quel giorno abbiamo iniziato a gestire casi sospetti o già noti positivi.

Com’è cambiato il reparto in cui lavora con l’emergenza sanitaria in atto?
Progressivamente sono cambiati sia l’organizzazione interna del personale che la suddivisione degli spazi e i rapporti con l’esterno: sono stati temporaneamente chiusi gli accessi per altre finalità (ambulatori, visite programmate da medico di base) e l’accesso ai visitatori esterni. All’inizio solo metà reparto era dedicato a questa tipologia di pazienti, poi progressivamente è stato adattato tutto il piano, modificando l’assegnazione dei locali e spostando la nostra sala riunioni a piano terra.
Aumentando il carico di lavoro – per la tipologia di pazienti e le procedure di vestizione – il reparto è stato suddiviso in più settori; è stato incrementato il personale sanitario in tutti i ruoli, inoltre è stato previsto un percorso di formazione per le procedure di vestizione e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (mascherine, visiere, camici idrorepellenti) e sono stati necessari nuovi supporti e dispositivi informatici. In reparto possiamo ospitare fino a 30 pazienti e in dotazione abbiamo alcuni letti con ventilatore.

Leggi tutta l’intervista completa realizzata da Edoardo Tincani su La Libertà del 22 aprile 2020 

Pubblicato in Articoli, Slide, Società & Cultura

Lascia un commento