Il Papa raccomanda di non “viralizzare” la Chiesa e i Sacramenti

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Introducendo la Messa a Santa Marta, Papa Francesco ha avuto un ricordo particolare per le donne incinte in questo tempo di incertezza. “Vorrei che oggi pregassimo per le donne incinte che diventeranno mamme e sono inquiete, si preoccupano. Una domanda: In quale mondo vivrà mio figlio?. Preghiamo per loro, perché il Signore dia loro il coraggio di portare avanti questi figli con la fiducia che sarà certamente un mondo diverso, ma sempre sarà un mondo che il Signore amerà tanto”.

Nell’omelia il Santo Padre ha insistito su un tema di particolare rilievo: la concreta “familiarità” con Gesù. Lo ha fatto commentando il brano del Vangelo di Giovanni che racconta l’apparizione del Signore risorto ai discepoli tornati a riva dopo una pesca infruttuosa sul mare di Tiberiade. È una scena che si svolge con naturalezza, perché i discepoli erano cresciuti nella familiarità con il Maestro.

Anche i cristiani, nel loro percorso di vita, si trovano in questo camminare, progredire nella familiarità con il Signore, che, ha detto il Papa, è un po’ “alla mano”, ma “alla mano” perché cammina con noi, conosciamo che è Lui. Una familiarità quotidiana con il Signore, è quella che contraddistingue il cristiano.

Così Il Santo Padre ha proseguito: “Questa familiarità con il Signore, dei cristiani, è sempre comunitaria. Sì, è intima, è personale ma in comunità. Una familiarità senza comunità, una familiarità senza il pane, una familiarità senza la Chiesa, senza il popolo, senza i sacramenti è pericolosa. Può diventare una familiarità – diciamo – gnostica, una familiarità per me soltanto, staccata dal popolo di Dio.

La familiarità degli apostoli con il Signore sempre era comunitaria, sempre era a tavola, segno della comunità. Sempre era con il Sacramento, con il pane”.

E ha aggiunto “Dico questo perché qualcuno mi ha fatto riflettere sul pericolo che in questo momento stiamo vivendo; questa pandemia che ha fatto che tutti ci comunicassimo anche religiosamente attraverso i media, anche questa Messa, siamo tutti comunicati, ma non insieme, spiritualmente insieme”. C’è un grande popolo: stiamo insieme, ma non insieme. Anche il Sacramento dell’Eucaristia per la gente che è collegata via media con il Papa è soltanto la Comunione spirituale.

“E questa non è la Chiesa: questa è la Chiesa di una situazione difficile, che il Signore permette, ma l’ideale della Chiesa è sempre con il Popolo e con i Sacramenti. Sempre”, ha ribadito Bergoglio, che al riguardo ha ricordato che prima della Pasqua, quando era uscita la notizia che avrebbe celebrato la Pasqua nella basilica di  San Pietro vuota, gli scrisse un vescovo – un bravo vescovo – che lo rimproverava così: “Ma come mai, è così grande San Pietro, perché non mette 30 persone almeno, perché si veda gente? Non ci sarà pericolo …”. Io pensai: “Ma, questo che ha nella testa, per dirmi questo?”. Io non capii, nel momento. Ma siccome è un bravo vescovo, molto vicino al popolo, qualcosa vorrà dirmi.Poi ho capito.

Lui gli diceva: “Stia attento a non viralizzare la Chiesa, a non viralizzare i Sacramenti, a non viralizzare il Popolo di Dio“. Infatti, la Chiesa, i Sacramenti, il Popolo di Dio sono concreti. È vero che in questo momento dobbiamo fare questa familiarità con il Signore in questo modo, ma per uscire dal tunnel, non per rimanerci. E questa è la familiarità degli apostoli: non gnostica, non viralizzata, non egoistica per ognuno di loro, ma una familiarità concreta, nel popolo. La familiarità con il Signore nella vita quotidiana, la familiarità con il Signore nei Sacramenti, in mezzo al Popolo di Dio. Loro hanno fatto un cammino di maturità nella familiarità con il Signore: impariamo noi a farlo, pure. Dal primo momento, questi hanno capito che quella familiarità era diversa da quello che immaginavano, e sono arrivati a questo. Sapevano che era il Signore, condividevano tutto: la comunità, i Sacramenti, il Signore, la pace, la festa.

Che il Signore ci insegni questa intimità con Lui, questa familiarità con Lui ma nella Chiesa, con i Sacramenti, con il santo popolo fedele di Dio.

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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