Beni di prima necessità in corsia con l’edicola dell’ospedale

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In accordo con la direzione con l’Azienda Usl/IRCCS di Reggio Emilia, la coop sociale L’Ovile garantisce la consegna di quanto serve ai ricoverati con prenotazioni e pagamenti online

É attivo all’Arcispedale Santa Maria Nuova, un nuovo servizio a sostegno dei degenti che necessitano dei prodotti abitualmente necessari in caso di ricovero (da quelli per l’igiene personale alla biancheria intima, alla piccola cosmesi, ecc.) e non possono rifornirsi autonomamente per le limitazioni imposte agli spostamenti interni dei pazienti né, in diversi casi, possono contare sull’assistenza (seppure anch’essa limitata) di parenti o amici.

Il punto vendita interno all’Arcispedale (che insieme a giornali e riviste dispone di un’ampia gamma di prodotti utili proprio ai degenti) sarà ora raggiungibile facilmente per le prenotazioni online dei prodotti necessari a ciascun paziente, che riceverà in corsia i beni acquistati e ritirati dagli infermieri all’ingresso di ciascun reparto per la successiva distribuzione.

“L’iniziativa – spiega Valerio Maramotti, presidente della cooperativa sociale l’Ovile, che gestisce il punto vendita ospedaliero legato a CirFood – è stata concertata con la direzione ospedaliera dopo aver colto esigenze via via più diffuse tra le persone ricoverate”. “Per parte nostra – prosegue Maramotti – ci siamo attivati  per rispondere al meglio a questa richiesta, attivando un sistema il più possibile semplice e funzionale per garantire il servizio ai pazienti”.

In sostanza, collegandosi al sito della cooperativa sociale (www.ovile.coop), gli utenti possono entrare nella sezione dedicata all’edicola del Santa Maria Nuova e, consultando il catalogo che presenta i diversi prodotti, possono poi procedere ad ordinare i beni necessari prendendo contatto via telefonica e wats happ (338.887693) e procedendo al pagamento in via telematica.

“Gli ordini – spiega il presidente de L’Ovile -possono essere effettuati anche dai congiunti o dagli amici che sono in contatto con i ricoverati ma possono non essere in condizione di muoversi dalle loro abitazioni”.

“La direzione ospedaliera – conclude Maramotti – ha tra l’altro assicurato la massima collaborazione del personale a beneficio dei pazienti si trovassero privi di assistenza da parte di congiunti”.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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