Papa Francesco: quanti Giuda istituzionalizzati nel mondo!

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“Preghiamo oggi per la gente che in questo tempo di pandemia fa commercio con i bisognosi; approfittano della necessità degli altri e li vendono: i mafiosi, gli usurai e tanti. Che il Signore tocchi il loro cuore e li converta”. Con questo deciso invito alla conversione Papa Francesco ha introdotto questa mattina – mercoledì 8 aprile -la Santa Messa a Santa Marta.

Il Mercoledì Santo è chiamato anche il “mercoledì del tradimento”, il giorno nel quale si sottolinea nella Chiesa il tradimento di Giuda, che vende il Maestro. Il Santo Padre, dopo aver ricordato odiosi episodi: il commercio degli schiavi dall’Africa all’America e le ragazze yazide vendute a Daesh – ha affermato: “Anche oggi si vende gente. Tutti i giorni. Ci sono dei Giuda che vendono i fratelli e le sorelle: sfruttandoli nel lavoro, non pagando il giusto, non riconoscendo i doveri … Anzi, vendono tante volte le cose più care. Io penso che per essere più comodo un uomo è capace di allontanare i genitori e non vederli più; metterli al sicuro in una casa di riposo e non andare a trovarli … vende”. C’è un detto molto comune che, parlando di gente così, dice che “questo è capace di vendere la propria madre”: e la vendono. Adesso sono tranquilli, sono allontanati: “Curateli voi …”.

Il Papa ha poi delineato la “signoria del denaro; Gesù ha detto: “Non si può servire Dio e il denaro”, due signori. Ognuno di noi deve scegliere: o servi Dio, e sarai libero nell’adorazione e nel servizio; o servi il denaro, e sarai schiavo del denaro. “Questa è l’opzione; e tanta gente vuole servire Dio e il denaro. E questo non si può fare. Alla fine fanno finta di servire Dio per servire il denaro. Sono gli sfruttatori nascosti che sono socialmente impeccabili, ma sotto il tavolo fanno il commercio, anche con la gente: non importa. Lo sfruttamento umano è vendere il prossimo”.

Il capitello della Cattedrale di Vezelay (Francia) che rappresenta Guida

Il Santo Padre si è soffermato sulla figura di Guida – che non aveva bocca e cuore di discepolo, a cui piacevano i soldi e che mai il Maestro ha chiamato: traditore -; certamente Giuda Iscariota  ha lasciato dei discepoli, che non sono suoi discepoli ma del diavolo. L’amore al denaro lo aveva portato fuori dalle regole; a rubare, e da rubare a tradire c’è un passo piccolino. Chi ama troppo i soldi tradisce per averne di più, sempre: è una regola, è un dato di fatto. Papa Francesco a proposito del “mistero di Giuda” ha fatto riferimento al commento di don Primo Mazzolari e al capitello assai emblematico della Cattedrale di Vezelay. (nella foto)

Il diavolo entrò in Giuda, è stato il diavolo a condurlo a questo punto. E come finì la storia? Il diavolo è un mal pagatore: non è un pagatore affidabile. Ti promette tutto, ti fa vedere tutto e alla fine ti lascia solo nella tua disperazione ad impiccarti.

Poi un altro affondo del Santo Padre: “Pensiamo a tanti Giuda istituzionalizzati in questo mondo, che sfruttano la gente. E pensiamo anche al ‘piccolo Giuda’ che ognuno di noi ha dentro di sé nell’ora di scegliere: fra lealtà o interesse. Ognuno di noi ha la capacità di tradire, di vendere, di scegliere per il proprio interesse. Ognuno di noi ha la possibilità di lasciarsi attirare dall’amore dei soldi o dei beni o del benessere futuro. Giuda, dove sei?. Ma la domanda la faccio a ognuno di noi: Tu, Giuda, ‘il piccolo Giuda’ che ho dentro: dove sei?”.

g.a.rossi

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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