Imprese reggiane: meno aperture, ma anche meno chiusure a inizio 2020

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Il saldo del primo bimestre è negativo per 406 unità e il totale si attesta a 53.567

Dopo un anno di pausa sono tornate a calare, all’inizio dell’anno, le iscrizioni di attività in provincia di Reggio Emilia, ma contemporaneamente calano, anche se in misura più contenuta, le cessazioni.

In attesa di conoscere i dati definitivi dei primi tre mesi dell’anno, quelli riferiti al bimestre gennaio-febbraio 2020 – analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio – mostrano un saldo negativo pari a 406 unità, determinato da 775 nuove aperture (erano state 873 nello stesso periodo del 2019), mentre le chiusure hanno raggiunto quota 1.181 (erano 1.229 un anno fa). Il numero delle imprese reggiane, a febbraio 2020, è quindi calato, attestandosi a 53.567 unità.

Relativamente alle cessazioni, per ritrovare un dato inferiore a quello del primo bimestre di quest’anno bisogna tornare al 2015, quando erano state 1.174 le imprese che, nei primi due mesi dell’anno, avevano scelto di non continuare l’attività; nello stesso periodo le iscrizioni erano state 850.

Dall’analisi della dinamica delle attività economica emerge come il commercio sia stato il settore che, in valore assoluto, ha registrato l’andamento negativo più consistente, con solo 83 iscrizioni in due mesi a fronte di 286 chiusure; seguono le costruzioni, comparto nel quale le nuove aperture sono state 165, mentre le cessazioni hanno raggiunto le 265 unità.

Di segno “meno”, e pari a 73 unità, anche il saldo fra aperture e chiusure registrato dalle imprese manifatturiere ed estrazione che, alla fine del periodo in esame, sono scese a 7.319 unità; per l’agricoltura il saldo negativo è stato di 61 imprese.

Guardando alla forma giuridica, emerge la progressiva crescita delle società di capitale che mostrano un saldo, fra le nuove imprese iscritte e quelle cessate, pari a +40 unità. Allo stesso tempo, la riduzione della base imprenditoriale è stata determinata dal più forte andamento negativo delle ditte individuali che mostrano un saldo pari a -330 unità in due mesi, accompagnato da una più contenuta flessione, in termini assoluti, delle società di persone: queste ultime hanno registrato un saldo pari a -100 imprese.

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