Severo monito di Papa Francesco: saremo giudicati per il nostro rapporto con i poveri

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Nell’omelia della Messa mattutina di lunedì 6 aprile a Santa Marta, Papa Francesco ha usato a parole severissime contro chi non si preoccupa dei poveri. Lo fatto commentando il brano evangelico che racconta del pranzo di Gesù a casa degli amici Marta,Maria e Lazzaro e della reazione scandalizzata di Giuda – ladro, ma a parole preoccupato dei poveri – di fronte all’elevato costo del profumato nardo con cui Maria ha unto i piedi del Maestro.

“Questa storia dell’amministratore non fedele è sempre attuale, sempre ce ne sono, anche a un alto livello: pensiamo ad alcune organizzazioni di beneficenza o umanitarie che hanno tanti impiegati, tanti; che hanno una struttura molto ricca di gente e alla fine arriva ai poveri il quaranta per cento, perché il sessanta è per pagare lo stipendio a tanta gente. È un modo di prendere i soldi dei poveri”, ha stigmatizzato il Santo Padre.

La risposta di Gesù a Giuda, su cui Bergoglio si è soffermato, è stata: “I poveri infatti li avete sempre con voi”. Questa è una verità: i poveri ci sono! Ce ne sono tanti: c’è il povero che noi vediamo, ma questa è la minima parte; la grande quantità dei poveri sono coloro che noi non vediamo: i poveri nascosti. E noi non li vediamo perché entriamo in questa cultura dell’indifferenza che è negazionista e neghiamo: “No, no, non ce ne sono tanti, non si vedono; sì, quel caso …”, diminuendo sempre la realtà dei poveri. Ma ce ne sono tanti, tanti. Ha ribadito il Santo Padre.

O anche, se non entriamo in questa cultura dell’indifferenza, c’è un’abitudine di vedere i poveri come ornamenti di una città: sì, ci sono, come le statue; sì, ci sono, si vedono; sì, quella vecchietta che chiede l’elemosina, quell’altro … Ma come se fosse una cosa normale. È parte dell’ornamentazione della città avere dei poveri.

E poi una durissima reprimenda: “Ma la grande maggioranza sono i poveri vittime delle politiche economiche, delle politiche finanziarie”!

Alcune recenti statistiche fanno il riassunto così: ci sono tanti soldi in mano a pochi e tanta povertà in tanti, in molti. E questa è la povertà di tanta gente vittima dell’ingiustizia strutturale dell’economia mondiale. E ci sono tanti poveri che provano vergogna di far vedere che non arrivano a fine mese; tanti poveri del ceto medio, che vanno di nascosto alla Caritas e di nascosto chiedono e provano vergogna.

I poveri sono molto più dei ricchi; molto, molto … E quello che dice Gesù è vero: “I poveri infatti li avete sempre con voi”. Ma io li vedo? Io me ne accorgo di questa realtà? Soprattutto della realtà nascosta, coloro che provano vergogna di dire che non arrivano a fine mese.

Ricordata la sua esperienza di vescovo a Buenos Aires, si è soffermato sui nuovi poveri provocati dall’ingiustizia dell’organizzazione economica o finanziaria. E ce ne sono tanti, tanti, a tal punto che li incontreremo nel giudizio.

La prima domanda che ci farà Gesù è: “Come vai con i poveri? Hai dato da mangiare? Quando era in carcere, lo hai visitato? In ospedale, lo hai visto? Hai assistito la vedova, l’orfano? Perché lì ero Io”.

Papa Francesco ha ammonito: “ E su questo saremo giudicati. Non saremo giudicati per il lusso o i viaggi che facciamo o l ‘importanza sociale che avremo. Saremo giudicati per il nostro rapporto con i poveri.

Ma se io, oggi, ignoro i poveri, li lascio da parte, credo che non ci siano, il Signore mi ignorerà nel giorno del giudizio”.

Quando Gesù dice: “I poveri li avete sempre con voi”, vuol dire: “Io, sarò sempre con voi nei poveri. Sarò presente lì”. E questo non è fare il comunista, questo è il centro del Vangelo: noi saremo giudicati su questo.

g.a.rossi

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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