Lettera alla Montagna: l’inverno della vita è premessa all’estate, in ascolto del creato

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Come si fa a non amare la montagna e coloro che vi abitano e se ne prendono cura, traendo ispirazione per la fatica e la bellezza dell’esistenza?
La terra montanara offre una vita più vera, più solidale della vita della città e dei centri industriali.
Vivere a contatto con la montagna ci rivela la varietà e la connessione delle stagioni della vita.
L’ esistenza dell’uomo conosce molte situazioni di inverni e primavere.
Questa pandemia è uno di questi inverni, improvvisa, ma non tanto, e non il solo!

Inverni sono tutte quelle situazioni che non si lasciano facilmente cambiare. Le giriamo, le rigiriamo, a volte con rabbia, con disperazione: a volte corriamo il rischio che diventiamo blocchi di cemento armato, veri mostri di ghiaccio, come il corona virus, ribelli ai nostri desideri, fonte di sofferenza e di dolore.
L’inverno della vita è l’esperienza del limite insuperabile, imposto dall’essere noi tutti “semplici creature”: abbiamo una vita donata che pertanto non è in nostro potere assoluto, non è un bene commerciale.

Continua a leggere tutto l’articolo di Angelo Guidetti su La Libertà dell’1 aprile

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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