Il Giardino dell’Eden. Ulivo, l’albero sacro

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Di seguito la terza puntata della nuova rubrica quindicinale “Il Giardino dell’Eden”, curata per La Libertà da Stefano Pagano. Ricordiamo che i lettori possono porre domande a Pagano scrivendo all’indirizzo e-mail redazione@laliberta.info e specificando nell’oggetto “Il Giardino dell’Eden”. 

Ramoscelli di Ulivo benedetti che si regalavano in tutte le parrocchie. Iniziava così la Domenica delle Palme, un’importante festività che dà il via alle celebrazioni per la Pasqua e segna l’inizio della Settimana Santa. Pasqua, sarà domenica 12 aprile e come sappiamo, cambia data ogni anno, in quanto è la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, ovvero la prima notte di luna piena seguente all’equinozio primaverile. Sarà una Pasqua senza la partecipazione “fisica” dei fedeli, così come troviamo nelle indicazioni generali contenute nel decreto “In tempo di Covid-19”.
Ma vi siete mai domandati, perché proprio l’Ulivo? Cari lettori, le ragioni che tutt’oggi ci portano ad utilizzare virgulti di Olea europaea, risalgono sin dalla notte dei tempi…
Si narra infatti che già gli antichi greci consideravano l’Ulivo una pianta sacra e la adoperavano per fare le corone per gli atleti vincitori delle Olimpiadi. Nella mitologia ellenica la dea Atena lo offrì agli ateniesi in segno di pace, dopo aver sconfitto il dio Poseidone. Per i Romani, l’Olivo era simbolo insigne per uomini illustri, invece, nel mondo ebraico, era simbolo di giustizia e di sapienza.

Leggi tutto l’articolo su La Libertà dell’1 aprile 

 

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