La fede attraverso la musica

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Abbiamo mai pensato che è possibile esprimere il cammino di fede attraverso la musica?
“Cantare è ricordare. Cantare è amare. Linguaggio universale di tutti i tempi, memoria, coscienza…”. Ricordo molto bene quanto lessi a suo tempo in merito alla musica e al canto in uno scritto di monsignor Luigi Giussani. “Nessuna espressione dei sentimenti umani è più grande della musica. Chi non è toccato da un concerto di archi, come si può essere insensibili dinanzi ai colori di una sonata per pianoforte? Sembra il massimo. Eppure, quando sento la voce umana… Non so se capita anche a voi: ma è ancora di più, e di più non si può. Davvero, non esiste un servizio alla comunità paragonabile al canto”.

Sì, il canto è l’espressione più alta del cuore dell’uomo. Basta ascoltare le canzoni di grandi cantautori per convincersi di questo. Le indimenticabili canzoni di Giorgio Gaber, di Enzo Jannacci, di Francesco Guccini, di Fabrizio De André, di Adriana Mascagni, di Claudio Chieffo per citarne alcuni.
Canzoni che cantavano la vita, l’amore, il desiderio, la speranza.
Ben diverse da quelle canzoni frivole, seppure ben interpretate, spesso segno della corruzione indescrivibile di un’epoca, dove il canto, anziché essere l’espressione di un popolo, diventa la ripetizione ossessiva, sentimentaloide, delle ombrosità e delle fisime dei singoli. Dove anche dinnanzi a centomila persone, l’interprete esprime se stesso e conferma nella solitudine e nel vuoto chi lo ascolta.

Che sostanziale differenza con il canto di chi scrive e interpreta la sua musica come missione, come espressione di un popolo, della sua fede, della sua coscienza, del suo destino!
Attraverso il canto tutti i sentimenti umani più forti si possono conoscere molto di più.

Leggi il resto dell’articolo di Massimo Rocchi su La Libertà del 5 febbraio

 

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