Si prega per l’unità dei cristiani

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Il tema della Settimana e il programma degli incontri in diocesi

Q uest’anno la preghiera perché “tutti siano una sola cosa” (Giovanni 17,11) e l’impegno per edificare l’unità tra Cattolici, Ortodossi, Protestanti, Evangelici, Valdesi e Anglicani si collocano all’interno della grande situazione dell’emigrazione che intercetta gruppi, famiglie, popoli, istituzioni, governi e le Chiese cristiane. Sono state proprio le comunità cristiane di Malta e Gozo, che sono collocate in un punto centrale del Mar Mediterraneo, a proporci di riflettere e di trarre conclusioni operative su quanto è descritto nel libro degli Atti degli Apostoli, quando la barca sulla quale si trovava l’apostolo Paolo come prigioniero per essere condotto a Cesare, in preda ad un mare violento e ad una poderosa tempesta, approdò nell’isola di Malta e, annota il testo, gli abitanti “ci trattarono con gentilezza” (Atti 28,2). Umana accoglienza per quei naufraghi; si tratta “complessivamente di 276 persone” (27,37).

La Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI, a firma anche della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta ed Esarcato per l’Europa Meridionale (Patriarcato Ecumenico) così esortano i cristiani: “…A più riprese il resoconto degli Atti sottolinea l’accoglienza riservata dai maltesi ai naufraghi. Essi li trattarono «con gentilezza» (Atti 28,2), letteralmente con filantropia, e li «radunarono», o meglio li «accolsero» (proselàbonto) attorno a un grande fuoco perché si scaldassero e si asciugassero: quel che si dice una «calda accoglienza»”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Giancarlo Gozzi su La Libertà del 15 gennaio

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