Spinello libero, così la civiltà se ne va in fumo

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Da La Libertà dell’8 gennaio

Spinello libero. Ovvero, libera coltivazione di modica quantità di marijuana. Pardon, cannabis. Perché il galateo del politicamente corretto ha le sue regole: non chiamare mai una cosa col suo nome. Aborto? Volgare, meglio “interruzione di gravidanza”. Omicidio – suicidio? Macabro, meglio “assistenza al fine vita”. Droga? Oscurantista. Marijuana? Sessantottino. Meglio “cannabis”.

“Non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore”. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione il 19 dicembre scorso. Sentenza epocale. Non autorizza a drogarsi, ma a coltivare la droga, in minime quantità, per uso personale. Per uso personale? Se ne deduce che l’uso personale è lecito, a meno che la sentenza non abbia valore esclusivamente botanico. A maggio la Cassazione aveva dichiarato che la vendita della cannabis cosiddetta “light” costituisce reato, considerandola evidentemente dannosa; la sentenza del dicembre scorso ne autorizza il consumo. Una liberazione!


Tutti finalmente possono tenere il loro vasetto sul balcone dove veder crescere quella tenera piantina che ti dà la speranza di poter sopportare l’esistenza.
E il bambino che vede i genitori estraniarsi dopo aver fumato? Crescendo penserà che quella roba sia il necessario sostentamento, che sia normale drogarsi. Chi potrà impedire che tra i consumatori non vi siano anche bambini e adolescenti? È risaputo che per molti la marijuana non è che il primo passo verso droghe più pesanti.

E come conciliare la giurisprudenza che prevede la sospensione della patente per chi assume stupefacenti, causa di tanti incidenti mortali, con la libera detenzione di marijuana nella propria dispensa? E tutto il lavoro che si fa nelle scuole per la prevenzione delle tossicodipendenze? Recenti studi evidenziano che anche l’uso sporadico di cannabis da parte di un adolescentie altera la struttura del cervello legata a memoria e ansia.

Si afferma sempre più la mentalità secondo cui la libertà è autodeterminazione, assenza di limiti: l’individuo può fare quello che vuole, ha il diritto di farlo senza alcun vincolo. Spinello libero. La Bonino esulta. I cattolici che hanno votato per lei nelle ultime elezioni non so. Un altro grado di bollitura della rana di Chomsky, un altro passo verso la dissoluzione della nostra civiltà.

Giuliano Romoli

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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