La Madonna ovvero La Solitudine

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Riflessione sulla mostra diocesana dei presepi

Il primo presepio, sulla sinistra, è in realtà una rievocazione dell’Annunciazione. L’ambientazione è un incrocio di vicoli a Castellarquato, poiché il suo autore, che è appunto di là, ama raffigurare l’evento sacro in un luogo reale, ben noto a coloro che lo osserveranno, affinché sia più evidente la vicinanza tra noi e Gesù.
All’incrocio, sotto un voltone, è collocata la scena. Vi sono solo due statuine: l’angelo e la Madonna, e la luce proviene dalle spalle della Madonna e illumina in pieno l’angelo, per simboleggiare, dice l’autore, che nei rapporti tra l’uomo e Dio l’iniziativa è sempre di Dio.

Osservandolo, io sono stato invece colpito da un altro elemento: la solitudine della Madonna. Anche nel Vangelo la scena non ha testimoni: è un dialogo solamente tra l’angelo e Maria. La cosa è importante, poiché in quella circostanza Maria era ancora molto giovane e con quel dialogo decideva di tutta la sua vita e la sua scelta poteva avere per lei delle conseguenze, sul piano umano e sociale, molto gravi.

Leggi tutto l’articolo di Zeno Davoli su La Libertà dell’8 gennaio

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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