Il mirabile segno del presepe

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Da La libertà del 18 dicembre…

Il presepe è ed è sempre stato il segno più importante per rappresentare il Natale. Nei Vangeli troviamo pochissimi dettagli che descrivono geograficamente il paesaggio e il luogo di nascita di Gesù. Ma il profeta Michea (5,1) nella sua profezia ci fa notare come Betlemme sia paesino insignificante rispetto alla grande Gerusalemme, dove ogni buon ebreo doveva recarsi in pellegrinaggio almeno una volta l’anno. Questa grande differenza ci è apparsa molto chiara una volta terminato il presepe, che è diventato parte integrante del grande plastico dell’antica Gerusalemme al tempo di Gesù.

Gesù, il Dio dell’Amore, ha scelto però di nascere nella semplicità più disarmante, fuori dai grandi palazzi, riscaldato dal calore di una povera famiglia e dal fiato di un bue e di un asino. È adorato dai pastori, che a causa del loro mestiere sono poveri ed emarginati, ma per primi ricevono la grande notizia dagli Angeli e senza indugio cercano il Salvatore.

Anche i Magi nella loro ricerca del messia, forse pensavano di trovarlo nei grandi palazzi di Gerusalemme, ma la luce della stella li conduce fuori verso una stalla ad adorare un piccolo bambino che darà compimento alla grande legge dell’amore. Con l’aiuto di alcune didascalie poste intorno al presepe desideriamo aiutare i visitatori a cogliere l’umiltà del nostro Dio che c’invita a riconoscerlo nei poveri, nei piccoli, negli emarginati. Così come Papa Francesco ci annuncia con la lettera apostolica Admirabile signum: “Il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui.”

Il nostro presepe è visitabile presso la Rocca di San Martino in Rio sabati, domeniche e festività settimanali fino al 12 gennaio.

Remo e Mirca Longagnani

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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