Una «algor-etica» contro gli abusi in rete

Stampa articolo Stampa articolo

Il neologismo di Papa Francesco per arginare la pornografia digitale

“Impegnarsi in uno sviluppo etico degli algoritmi, farsi promotori di un nuovo campo dell’etica per il nostro tempo: la algor-etica”. È la proposta innovativa del Papa per la rete, contenuta nella parte finale del suo discorso ai partecipanti al convegno “Promoting child dignity. From concept to action”, promosso il 14 e 15 novembre in Vaticano in collaborazione fra la Pontificia Accademia delle Scienze sociali, la Child Dignity Alliance e la Interfaith Alliance for Safer Communities. Alle “grandi compagnie”, mai citate per nome ma presenti in filigrana in tutto il discorso, Francesco ha chiesto di mettere in campo iniziative concrete, come la verifica dell’età dei loro clienti per contrastare il dilagare della pornografia anche tra i bambini – l’età media del primo accesso a siti pornografici in rete è di 11 anni – e scongiurare ogni forma di abuso. La tutela della privacy, il monito, non può diventare un alibi per contrastare vere e proprie azioni criminose. L’appello finale è per i leader religiosi, esortati a “bandire dalla faccia della terra la violenza e ogni tipo di abuso nei confronti dei minori”.

“L’identificazione e l’eliminazione dalla circolazione in rete delle immagini illegali e nocive ricorrendo ad algoritmi sempre più elaborati è un campo di ricerca molto importante, in cui scienziati e operatori del mondo digitale devono continuare ad impegnarsi in una nobile competizione per contrastare l’uso perverso dei nuovi strumenti a disposizione”, le parole dedicate dal Papa agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. “Agire per la responsabilità degli investitori e dei gestori, perché il bene dei minori e della società non sia sacrificato al profitto”, l’impegno da incoraggiare attraverso “un movimento globale che si unisce agli impegni più nobili della famiglia autorevoli leader religiosi che intendono farsi carico in modo solidale e corresponsabile di questi problemi”.

“La Chiesa Cattolica negli ultimi decenni, in seguito alle esperienze drammatiche vissute nel suo corpo – esordisce Francesco riferendosi agli episodi di pedofilia – ha raggiunto una viva consapevolezza della gravità degli abusi sessuali su minori e delle loro conseguenze, della sofferenza che provocano, dell’urgenza di sanarne le ferite, di contrastare con la massima decisione questi crimini e sviluppare una prevenzione efficace.Perciò si sente obbligata anche a guardare in avanti con lungimiranza”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Maria Michela Nicolai su “La Libertà” del 27 novembre

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

Lascia un commento