Tilde Manzotti, mistica dell’amore

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Notizie sulla causa di beatificazione con il postulatore

L’aggiornamento più importante sulla causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio reggiana Tilde Manzotti (1915-1939) viene spiegato dal postulatore domenicano padre Gianni Festa nel dopocena di martedì 19 novembre a Reggio, nel teatro di Sant’Agostino. E non ha a che vedere con l’iter, che rispetto al precedente incontro – svoltosi lo scorso 6 giugno nella cripta della Cattedrale, dopo la Messa presieduta dal Vescovo – non registra progressi: il processo è nella fase romana e si tratta di istruire la Positio, la pubblicazione che raccoglie le evidenze ottenute dall’inchiesta aperta quarant’anni dopo la morte e condotta in diocesi di Fiesole (qui Tilde è nata al cielo) e che dovrà essere sottoposta al vaglio di due commissioni, una di storici e l’altra di teologi, prima di essere inviata al Papa perché possa dichiarare Venerabile la nostra giovane testimone.

La novità riguarda piuttosto la direzione che il caso sta assumendo e che potrà probabilmente imprimere un’accelerazione del suo esame presso la Congregazione per le cause dei santi, ove assieme a padre Gianni, che è il Postulatore generale dell’Ordine Domenicano, se ne stanno occupando monsignor Maurizio Tagliaferri e don Alessandro Andreini della Comunità di San Leolino, pure presente alla serata di riflessione reggiana.
Il cambiamento di prospettiva si chiama “offerta della vita” ed è contenuto nella Lettera apostolica in forma di “Motu proprio” di Papa Francesco Maiorem hac dilectionem, promulgata nel luglio 2017.
Ecco il passo saliente del documento: “È certo che l’eroica offerta della vita, suggerita e sostenuta dalla carità, esprime una vera, piena ed esemplare imitazione di Cristo e, pertanto, è meritevole di quella ammirazione che la comunità dei fedeli è solita riservare a coloro che volontariamente hanno accettato il martirio di sangue o hanno esercitato in grado eroico le virtù cristiane”.

Esiste pertanto una terza via, a fianco del martirio e dell’eroicità delle virtù, che può condurre una persona all’onore degli altari, riassunta mirabilmente nel vangelo di Giovanni (15,13): “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.
Una via della cui praticabilità, nella fattispecie di Tilde Manzotti, padre Festa si dice convinto, tanto più che la citata Lettera elenca i criteri affinché sia valida ed efficace per la beatificazione: deve trattarsi di offerta libera e volontaria della vita ed eroica accettazione propter caritatem di una morte certa e a breve termine; occorre che sussista un nesso tra l’offerta della vita e la morte prematura; è richiesto l’esercizio “almeno in grado ordinario, delle virtù cristiane prima dell’offerta della vita e, poi, fino alla morte”; infine va accertata l’esistenza della fama di santità e di segni, almeno dopo la morte (fermo restando che per giungere alla beatificazione sarà necessario un miracolo attribuito all’intercessione della Serva di Dio).

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su “La Libertà” del 27 novembre

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