Giornali diocesani, ascolto accogliente

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L’incoraggiamento dei vescovi italiani all’assemblea nazionale

“L’ascolto è una caratteristica essenziale – vorrei dire, è l’inchiostro – dei settimanali. Non un ascolto passivo o distratto, ma attivo e accogliente”. Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia–Città della Pieve, nell’omelia della Messa che ha celebrato venerdì mattina a Roma, in occasione dell’assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana dei settimanali cattolici (FISC) svoltasi dal 21 al 23 novembre.

Il porporato ha sottolineato come quello dei settimanali diocesani sia un “ascolto del territorio, ben oltre la pura cronaca, delle persone, delle comunità, del tempo che viviamo, che rischia di non avere più interpreti autorevoli, punti di riferimento in grado di decifrarlo e orientarlo”.
“L’ascolto – ha aggiunto Bassetti – è anche essenziale per riscoprire la bellezza di un’appartenenza, di far parte di una comunità, di una Federazione”.

Di qui un incoraggiamento ai direttori dei settimanali diocesani: “Sappiate ascoltarvi con umiltà e pazienza; tendete a costruire reti di condivisione all’insegna della stima e della valorizzazione reciproca; guardate più in là dell’immediato, lasciandovi illuminare da quella Sapienza che, mentre aiuta a leggere il presente, sostiene nelle difficoltà e nella fatica, dando ali d’aquila al vostro servizio”.

Il titolo della diciannovesima assemblea nazionale elettiva della FISC era “Libertà di stampa e presìdi di libertà”: e sui settimanali diocesani – “portatori di una ricchezza propria” – ha messo l’accento, in apertura dei lavori, anche il segretario generale della Cei monsignor Stefano Russo. Una ricchezza, quella dei giornali cattolici, fatta di approfondimenti e di attenzione per le periferie geografiche ed esistenziali che rendono “unica” ognuna delle 183 testate che aderiscono alla Federazione. Un presidio “determinante” nei territori, che però è messo alla prova sia dai tagli all’editoria che dalla sfida di un’evoluzione digitale che “sembra fagocitare tutto”. Ecco perché “i vescovi italiani non possono non sostenere e supportare la voce di coloro che, con la FISC, chiedono che venga mantenuto il sostegno a favore di questi presìdi. È in gioco il pluralismo dell’informazione”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su “La Libertà” del 27 novembre

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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