80.000 euro per la digitalizzazione delle imprese reggiane che vendono online in Cina

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Grazie all’iniziativa di Unindustria Reggio Emilia, la Regione finanzia un progetto per vendere tramite l’e-commerce i prodotti made in Reggio in Oriente.

Unindustria Reggio Emilia, come capofila e coordinatore, ha ottenuto un finanziamento di 80 mila euro a fondo perduto dalla Regione Emilia-Romagna, grazie ad un progetto realizzato in coordinamento con il Sistema regionale di Confindustria e la collaborazione di Unimore e di SellintoChina, che permetterà alle nostre imprese di esportare nel Paese asiatico attraverso la piattaforma digitale di e-commerce WeChat. WeChat è una piattaforma digitale (un miliardo di account in tutto il mondo e uno scambio merci per 600 miliardi di euro) che, dopo la censura da parte del governo cinese dei social media più diffusi, è diventato il sistema e-commerce tra i più immediati per esportare in Cina. Al suo interno il progetto di Unindustria prevede l’apertura di uno store collettivo sul marketplace “Italian Life style”, con un account ufficiale per la promozione del territorio e delle eccellenze locali.

Le aziende promuoveranno e venderanno i propri prodotti per un anno, gestendo in modo più semplice le importazioni e le questioni logistiche (normative di accesso al mercato cinese meno rigide, pratiche di
sdoganamento più semplici con una rapida autorizzazione per i prodotti importati, costi di gestione ridotti e un margine lordo molto superiore).

Da febbraio 2020, inoltre, Unindustria organizza un corso di tre giornate sulle opportunità, le strategie e il quadro giuridico per la “Compravendita Internazionale 4.0”. Il progetto è organizzato in collaborazione con lo Studio Rödl & Partner, e fornisce alle imprese gli strumenti per l’utilizzo di sistemi digitali nella vendita all’estero.

L’economia globale è il nuovo standard e il 70% dei consumatori nel mondo nel 2018 hanno acquistato dall’estero online almeno una volta – ha spiegato Fausto Mazzali, Vicepresidente Unindustria con delega all’internazionalizzazione – La domanda di merci “Made in Italy” cresce a doppia cifra nei paesi più industrializzati e questa è una leva importante su cui puntare. Dal 2009 il dato export di Reggio Emilia ha registrato una crescita costante, segnando in questi ultimi dieci anni un +27,1 %. Ad oggi il valore delle nostre esportazioni ammonta a circa 11 miliardi di euro, contribuendo con questa cifra all’export italiano per il 2,3%. Sono valori che posizionano la nostra provincia al 2°posto in Italia per export pro-capite (20.133 euro) dopo Vicenza e all’11° posto come valore assoluto tra le province italiane esportatrici, dietro a territori più grandi come Milano, Torino, Bergamo o Bologna. L’export è sempre un traino fondamentale per la nostra economia e dobbiamo continuare a sostenere le imprese in questo senso”.

Unindustria nella programmazione delle attività – continua Mazzali – si pone due obiettivi principali. Il primo è la promozione della digitalizzazione dell’export, quale strategia per confermare le performance delle nostre imprese sui mercati esteri. Il secondo è il motto del Presidente Storchi, “fare insieme” che, anche nelle sfide dell’export, rappresenta un valore aggiunto. We Digital In China è il risultato di un’importante collaborazione a livello regionale ed istituzionale, ma offre anche molti vantaggi alle imprese che si presenteranno sul mercato cinese come sistema. Nel progetto è infatti prevista anche l’organizzazione di una collettiva alla fiera China International Import Expo che si terrà a Shanghai nel novembre 2020.

Secondo quest’ultimo principio, Mazzali ha segnalato anche che Unindustria guiderà nei prossimi giorni una delegazione di dieci imprese reggiane alla fiera Big Five di Dubai negli Emirati Arabi, mentre nel 2020 punterà agli Stati Uniti con il progetto Usa Corporation, per la costituzione di una società unitaria che faciliti la gestione delle esportazioni oltreoceano.

“I dati relativi al secondo trimestre 2019 – conclude Mazzali – dicono che i prodotti reggiani vengono
esportati per il 65,2% ai Paesi UE, il 9,1% in USA, il 3,1% in Africa e il 9,8% in Asia. La quota di esportazioni nella sola Cina ammonta invece al 2,5%. È importante quindi trovare nuovi strumenti e nuovi veicoli per raggiungere questi Paesi dove crediamo ci siano buone opportunità per i nostri prodotti, proprio come il progetto We Digital in China”.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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